Il Tirreno

Prato

Traffico di cocaina, arrestato un albanese

Vasta operazione in varie regioni d’Italia con 47 ordinanze di custodia eseguite dai carabinieri

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PRATO. A Prato si era trasferito nello scorso mese di marzo, proveniente da Firenze e per gli investigatori locali era un perfetto sconosciuto. Ma su quell’albanese padre di un figlio di un paio d’anni c’erano le attenzioni da parte dei carabinieri di Ferrara che da tempo seguivano una banda di albanesi ed italiani che si occupavano di un vasto traffico di cocaina. Ieri mattina sono scattati i provvedimenti restrittivi da parte della magistratura.

La banda aveva iniziato a spacciare sulle piazze di Ferrara e Faenza e poi aveva allargato l’attività ad altre province di Lombardia e Veneto. Ieri mattina i carabinieri hanno arrestato 38 persone, per lo più albanesi ma anche italiani, ritenuti i 'titolari' dello spaccio nelle due città, capaci di gestire un volume d'affari da un milione di euro. Complessivamente gli arrestati sono 38, ma 47 le ordinanze di custodia cautelare: 25 emesse dal gip di Bologna Alberto Gamberini, su richiesta del pm della Dda Francesco Caleca, altre 22 dal gip di Ferrara, Monica Bighetti su richiesta del pm Nicola Proto. Nove arrestati infatti sono destinatari di un doppio provvedimento. Per 15 la magistratura ha ritenuto sussistente l'ipotesi di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Ad eccezione di un provvedimento, ai domiciliari, per tutti è stato disposto il carcere.

Le indagini nel 2009 sono partite nel solco di una precedente operazione dei carabinieri di Ferrara. Ma man mano che procedevano, i militari si sono accorti di aver a che fare, come ha spiegato il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, con «due organizzazioni che trafficavano stupefacente al minuto e si muovevano sul territorio in modo strutturale e organizzato».

Le indagini hanno rivelato non solo che i due gruppi di fatto intrecciavano i loro affari, ma anche, come ha spiegato il comandate dei carabinieri di Ferrara, colonnello Antonio

Labianco, che i referenti principali dello smercio di cocaina erano appunto gli albanesi, mentre gli italiani, erano in secondo ordine. La droga arrivava dal Belgio e dalla Svizzera.

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