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Prato

Il Pin ha festeggiato i 20 anni

Il Pin ha festeggiato i 20 anni

Bilancio positivo anche se forse è mancato un vero dialogo con le aziende

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PRATO. La sede universitaria di Prato ieri ha festeggiato i suoi primi venti anni. Un compleanno importante per il Pin che, dal dicembre del 1992, ha visto laurearsi oltre tremila studenti, ma che rappresenta anche l’inizio di sfida ambiziosa per il futuro perché, da ora, deve lavorare sempre di più per migliorare la sua collaborazione con le aziende tessili del distretto pratese. Ieri pomeriggio, una folta platea di rappresentanti del mondo civile, industriale e religioso del territorio ha seguito con interesse la tavola rotonda dal titolo “Il Pin, fra sapere universitario e tessuto economico: un bilancio di 20 anni e nuove sfide per il futuro”, organizzata presso la sede di piazza Ciardi e a cui partecipavano i principali attori della città e del mondo accademico. E’ stato un momento per guardare al passato e ai suoi fortunati progetti di ricerca ma, soprattutto, ha permesso di definire i nuovi scenari, i nuovi ambiti nei quali il Pin si dovrà cimentare per la propria crescita e la ripresa della città. Il rettore dell’Ateneo Fiorentino, Alberto Tesi, ha salutato con soddisfazione la capacità imprenditoriale di alcuni giovani che, dopo la laurea o il master conseguiti presso la sede pratese, hanno intrapreso percorsi di lavoro di successo nel settore terziario e in quello ingegneristico. Gli altri relatori, dal presidente della Provincia Lamberto Gestri a quello dell’Unione Industriale Andrea Cavicchi, passando per Ferdinando Albini della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, hanno invece sottolineato il bisogno di creare maggiore sinergia e dialogo tra il mondo universitario e le aziende tessili del territorio.

«Serve investire di più sia sui giovani laureati che sugli imprenditori – ha sottolineato Cavicchi – solo creando una maggiore relazione tra questi due ambiti si potrà uscire dalla crisi». Università e distretto tessile sono stati per Gestri «due mondi separati per troppo a lungo” che, molto probabilmente, hanno fatto perdere occasioni importanti di sviluppo. Da qui il suo incoraggiamento per il futuro di Prato e dei giovani studenti: “Le aziende devono andare a bussare alle porte dell’università e non restare ferme ad aspettare. Questa è la mentalità giusta per guardare avanti».

Martina Altigeri

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