La manifestazione
Giacomelli non correrà Lulli forse, Biffoni in pole
Primarie Pd, dopo le regole giocatori in campo: tra le donne favorita Bugetti Domani fissata l’assemblea a Grignano dove le carte saranno scoperte
PRATO. Fatte le regole per le primarie-bis del Pd, i possibili candidati al Parlamento si preparano a scendere in pista o a rinunciare alla corsa. Ore convulse perché non tutto è chiaro. Qualcosa di definitivo si saprà in nottate, al termine della riunione convocata per ieri sera alle 21 dal segretario regionale Manciulli e alla quale hanno partecipato tutti i segretari provinciali. Lì sarà chiaro, per esempio, quanti parlamentari scatteranno su Prato. «Siamo determinati ad averne due - afferma la segretaria Pd Ilaria Bugetti - e su questo daremo battaglia». Se così fosse i partecipati pratesi alla grande corsa per Montecitorio potrebbero essere quattro (come da regolamento che indica nel doppio degli eletti effettivi il numero di candidati presentabili). Ma non è detto. Il regolamento fa riferimento alla situazione delle politiche 2008. Prato in quella tornata elesse un deputato, Andrea Lulli. Antonello Giacomelli, secondo deputato pratese, corse sì ma in quota nazionale. Quindi anche se i concorrenti alle “parlamentarie” democratiche fossero quattro, solo uno potrebbe finire nel listone dei sicuri alle politiche di febbraio. E veniamo ai partecipanti. Giacomelli ha già deciso che alla grande corsa non parteciperà. «Perché non ha alcun senso che io e Andrea Lulli si gareggi “contro”. Per ingaggiare un contrasto - spiega - bisogna o avere idee politiche che almeno in qualche cosa si differenzino e in questi anni, invece, io e Andrea abbiamo condiviso pienamente le impostazioni politiche oppure bisogna essere disponibili a perdere il senso della dignità personale e correre semplicemente per un posto. E io questo non sono disposto a farlo». Lulli, dal canto suo, deciderà se scendere in pista «solo dopo che avrà ottenuto un giudizio di merito dal partito a livello nazionale e locale. Mi sembra un fatto di democrazia. E’ chiaro, però - conclude - che sulla base del regolamento tutti i deputati uscenti che non abbiamo raggiunto i 15 anni di permanenza in parlamento sono candidati per diritto». La battaglia su Prato si annuncia “calda” perché sul fronte “renziano” e su input forte di Firenze, il candidato in pole è il giovane Matteo Biffoni che al leader dei rottamatori ha contribuito a portare quasi il 60 per cento di preferenze. Dietro Biffoni c’è Massimo Carlesi, altro renziano doc, che sta ancora alla finestra. Biffoni e Carlesi, c’è da giurarlo, faranno gioco di squadra, e scenderanno in pista entrambi solo se dovesse aprirsi una finestra sul Senato. Infine l’incognita quote rosa. Mettiamo che nel listone in capo al segretario nazionale - formato da persone escluse dall’obbligo di sottoporsi al giudizio popolare - entrino due pratesi. I nomi che girano nella segretaria regionale in queste ore sono due: Antonello Giacomelli e l’ex sindaco di Prato, ex presidente della Regione Claudio Martini che - si dice - potrebbe aspirare a un seggio a Palazzo Madama. In questo caso, se entrassero entrambi o uno solo in quota Prato, l’unica poltrona ancora libera toccherebbe a una donna. E in questo caso la favorita sarebbe la segretaria Ilaria Bugetti: «Per ora sono impegna a gestire questa partita complicata e non penso ad altro. Vorrei però, che al di là della frenesia del momento e dei tempi compressi - dice - si ritrovasse un minimo di coesione e di progetto politico». Si cercherà nell’assemblea convocata per domani alle 21 al circolo di Grignano dove le carte verranno scoperte. Intanto Nicola Oliva l’unico candidato ufficiale ha iniziato a raccogliere le firme, mentre la Cgil, soprattutto regionale, “spinge” affinchè nell’agone scenda anche l’ex segretario generale Manuele Marigolli.
Cristina Orsini
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