La manifestazione
In mille per la cattedra tra polemiche e speranze
Molte critiche alla procedura di consegna degli elaborati con la chiavetta Usb l’organizzazione però ha funzionato: tempi rispettati e nessun ingorgo
PRATO. La prima giornata del concorsone per il ruolo degli insegnanti si è conclusa senza intoppi: le connessioni internet hanno funzionato, le procedure sono state rispettate, i candidati hanno raggiunto le loro sedi d’esame, anche se il 10% degli interessati ha rinunciato a presentarsi. La Toscana è stata scelta come sede soprattutto per gli insegnanti di economia e di diritto: le cattedre rispetto alle altre cinque Regioni dove sono state messe a concorso sono di più e con meno partecipanti.
La mattina per i circa mille candidati - ammessi al test nelle nove sedi pratesi sono duemila e oggi si replica - è iniziata molto presto: alle 7.45 una piccola folla di aspiranti docenti era già davanti al cancello dell’ istituto Buzzi in attesa della registrazione (le porte sono state aperte alle 8,30 e il test è iniziato alle 9).
«Arrivo dalla Calabria – spiega Eleonora – ho dormito in albergo, da casa mia a Prato ci vogliono dodici ore, quindi non avevo alternativa. Ho deciso di venire in Toscana perché qui vive il mio fidanzato. Concorro per la cattedra di educazione tecnica nelle scuole medie, sono dieci anni che mi sono laureata e questa è la prima opportunità che mi si presenta.Mi sarebbe piaciuto che tutte e tre le prove fossero al computer, trovo questo metodo di valutazione giusto e imparziale».
Di parere decisamente contrario Paolo Cipriani, insegnante storico di ruolo all’ istituto Buzzi, una voce fuori dal coro visto che non partecipava al concorso. «Gli insegnanti – spiega – devono essere valutati per la loro capacità di relazionarsi con i ragazzi e i colleghi, utilizzare il computer permette di sondare la parte nozionistica. Abbiamo bisogno di educatori e non soltanto di tecnici».
Terminata la prova, ogni candidato ha salvato il proprio test che poi è stato trasferito su una chiavetta, da qui ributtato sul computer centrale per la correzione. «E’ stata una procedura assurda – spiega Valeria Carracciolo- non si è mai visto che in un concorso pubblico venissero conteggiate le penalità, con questo procedimento ho totalizzato 32,5, punteggio insufficiente». Anche Francesco, professore precario di scienze non condivide le modalità. «Sono riuscito a totalizzare un punteggio sufficiente per passare alla seconda prova, ma non mi è piaciuta la procedura utilizzata: prima ci hanno fatto salvare sul Pc e poi hanno utilizzato la chiavetta per trasportare i test nel sistema centrale, bisognava creare un collegamento diretto».
Tra i tanti aspiranti docenti anche chi attende una convocazione da oltre dodici anni e chi ha deciso di partecipare soltanto per scommessa. « Nel 2000- spiega Emma che arriva da Benevento – ho vinto il concorso per diventare di ruolo come insegnante della scuola materna, da allora non sono mai stata chiamata per una supplenza: in questi dodici anni ho fatto un altro lavoro, provo a fare anche questa selezione ma non sono fiduciosa visto che il concorso è per tutte le discipline, anche quelle per cui non ci sono cattedre. Non vorrei ripetere la trafila del 2000».
Con una predisposizione d’animo completamente diversa Luigi Romani: «Ho partecipato a questo test per una scommessa fatta con alcuni amici, non sono passato, ma ovviamente non me ne rammarico, sono un libero professionista che non è attratto dal mondo della scuola. Comunque il test era assurdo soprattutto per quanto riguarda la parte di logica». Anche Cristina Attucci , che concorreva per la cattedra di tecnologia, è stata ammessa alla fase successiva, nel suo turno sono passati in 3 su 22 iscritti.
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