Il Tirreno

Prato

CORRADO CAPECCHI

Una medaglia alla memoria

Una medaglia alla memoria

CARMIGNANO. Il cerchio alla fine si è chiuso e venerdì Corrado Capecchi - Corradino come tutti lo chiamavano a Carmignano, diminutivo che è già una dimostrazione d'affetto - ha ricevuto la sua...

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CARMIGNANO. Il cerchio alla fine si è chiuso e venerdì Corrado Capecchi - Corradino come tutti lo chiamavano a Carmignano, diminutivo che è già una dimostrazione d'affetto - ha ricevuto la sua medaglia d'onore, alla memoria. A ritirarla, dalle mani del prefetto, il figlio Alessandro. Doveva essere consegnata il 2 giugno, festa della Repubblica. Poi la cerimonia saltò. Ieri l'altro la consegna. Corrado se n'è andato cinque anni fa e quella medaglia, annunciata e mai vista, colma il silenzio che per troppi anni ha circondato i patimenti dei 600 mila soldati di un esercito italiano smarrito fatti prigionieri dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, diventati in un giorno da alleati nemici. Soldati che dissero di “no” alle offerte dei fascisti della Repubblica di Salò: come Corrado che era un carabiniere ausiliario di 22 anni (nella foto) quando fu catturato dai tedeschi in Albania. E da lì fu deportato per un anno e mezzo in un campo di lavoro in Germania, dove si pativa la fame e il freddo e dove si moriva anche, come raccontò anni fa al Tirreno e in un diario sgualcito per caso trovato due anni fa in soffitta da figlio. Un bellissimo inno alla “libertà santa a bella”. (w.f.)

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