Italia
Pignoramento in Comune per i danni a una vigilessa
L’agente cadde di moto per una buca mentre era in servizio a una corsa L’amministrazione è stata condannata a pagare ma la donna aspetta da 12 anni
POGGIO A CAIANO. Il Comune di Poggio rischia il pignoramento di alcune somme a causa del mancato pagamento del risarcimento dovuto a una vigilessa del Comune di Prato che nel luglio del 2000 a causa di una buca in via Risorgimento, cadde dalla motocicletta di servizio mentre seguiva una corsa ciclistica. Secondo la sentenza di primo grado del tribunale civile pronunciata circa due anni fa, alla poliziotta municipale e all'Inail spetta un risarcimento complessivo di 150mila euro, metà per l'una, metà per l'altra parte, più gli interessi. Il Comune ha fatto appello e chiesto la sospensiva che non gli è stata concessa. Ciò nonostante non ha mai pagato. Un po' perché è a corto di soldi, un po' perché aspetta il giudizio di secondo grado, un po' perché è in corso un braccio di ferro con l'assicurazione che non vuole pagare. Dodici anni di attesa sono tanti, troppi. Ed ecco depositate le istanze di pignoramento presso terzi nei confronti del Comune di Poggio a Caiano. Nel caso specifico e' la Tesoreria comunale, la Popolare di Vicenza. Il 14 gennaio si terrà l'udienza alla presenza del Comune, delle due parti da risarcire, vigilessa e Inail, e della banca. Il giudice dovrà decidere se le somme depositate dal Comune in Tesoreria sono pignorabili. Fa eccezione la liquidità destinata alla parte corrente (ad esempio stipendi dipendenti e bollette). Da valutare invece la pignorabilità delle somme destinate a fini pubblici. Deciderà il giudice. In ogni caso il problema del maxi risarcimento resta così come restano molti dubbi su come si possa essere arrivati ad una cifra del genere e sul perché il Comune non abbia affrontato il problema in tutti questi anni. Probabilmente era 'tranquillo' perché pensava che avrebbe pagato tutto l'assicurazione. Ed e' qui che incontriamo l'altro nodo di questa intricata vicenda. L'assicurazione non vuole pagare perché sostiene di non avere avuto alcuna comunicazione dal Comune mentre il Comune punta il dito contro il broker dell'epoca che fallì e non trasmise gli atti all'assicurazione. È uno di quei casi in cui Val bene il detto "la colpa morì fanciulla". Sconsolato il sindaco Martini che eredita la vecchia vicenda e che ogni giorno deve fare i conti con numerose cause per cadute: "Non è cattiva amministrazione perché più che stipulare un'assicurazione non so che devo fare- commenta Martini- ora vediamo se è possibile trovare un accoro con le parti per il pagamento, ma non è giusto che paghi il Comune. In generale sempre più spesso le persone si approfittano della situazione e mettono in mezzo i Comuni che rappresentano tutti i cittadini. C'è un accanimento pericoloso. Noi dobbiamo garantire i servizi ma i cittadini devono mettersi una mano sulla coscienza".
Eleonora Barbieri
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