Italia
Omicidio, in campo anche i Ris
Il nuovo compagno di Beatrice è un collega di lavoro. Tra qualche giorno l’esito decisivo del Dna
MONTECATINI. È un fascicolo contro ignoti quello aperto dalla Procura della Repubblica nell’inchiesta sull’omicidio di Beatrice Ballerini, la donna di 42 anni uccisa giovedì sera a Nievole, che lavorava alla Cassa di risparmio di Lucca di Grignano.
Ieri mattina in Procura per almeno un paio di ore si è svolto un vertice tra il dottor Curreli e i carabinieri. Presenti il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Eugenio Cacciuttolo, il maggiore Neil Dario, il maggiore Lino Addis, il comandante della Compagnia di Montecatini, capitano Enrico Vellucci e due carabinieri del Ris di Roma, venuti per prelevare personalmente i campioni da portare nei laboratori della capitale per velocizzare l'esame del Dna del lembo di pelle trovato sotto un’unghia della vittima. Del caso si stanno occupando anche i Ros.
Al termine della riunione il colonnello Cacciuttolo ha sintetizzato ai cronisti lo stato degli accertamenti: «Stiamo indagando a 360 gradi, non escludendo alcuna ipotesi. Al momento non c'è alcun indagato. Manteniamo naturalmente il massimo riserbo perché la complessità dell'indagine lo impone, oltre che i vincoli di legge. In campo abbiamo tutti gli organi operativi del comando provinciale. Speriamo vivamente che l'indagine si possa concludere in tempi rapidi».
Il sostituto procuratore Curreli ha ribadito che al momento l’indagine viene condotta contro ignoti e che stanno lavorando su più ipotesi.
«Non c'è errore più grave che trascurare una pista all'inizio delle indagini» ha chiosato il pm confermando che la casa è stata trovata in disordine.
Un disordine compatibile con diverse ipotesi, non solo con una lotta come quella che la bancaria 42enne di Campi Bisenzio ha ingaggiato contro il suo assassino. Un corpo a corpo al termine del quale la mamma è stata sopraffatta a suon di pugni e poi strangolata nell’ingresso. È lì, supina, l’hanno trovata il padre e il fratello giovedì intorno alle 21,30. Arredi a soqquadro e il corpo senza vita di Beatrice sul pavimento. L’ipotesi di un raid finito in tragedia non viene esclusa a priori. Le bande che da mesi stanno saccheggiando la Valdinievole non hanno dimostrato di non disdegnare i metodi violenti nei confronti delle loro vittime. Il fatto, però, che non ci siano segni di effrazione sul cancello o alla porta e alle finestre mette piombo sulle ali della pista del bandito che reagisce da assassino dopo essere stato scoperto dalla padrona di casa a rubare nel casolare.
Beatrice giovedì sera era attesa dai colleghi e dal nuovo compagno, anche lui un bancario dell’agenzia di Grignano dove lavorava, a cena nel locale “18.1” di Monsummano.
Non vedendola arrivare si sono preoccupati e hanno avvertito i familiari. La corsa da Campi a Nievole si è conclusa nel modo più terribile.
Erano le 21,30 quando il papà Giancarlo e il fratello Leonardo hanno trovato il cadavere di Beatrice supino nell’ingresso della bella casa dove la donna aveva vissuto con il marito, Massimo Parlanti prima della separazione avvenuta circa un anno dopo un matrimonio durato dodici anni.
Pietro Barghigiani
servizio a pag. 11
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