Sicurezza
Russa ingaggia un finto padre per riabbracciare la figlia
PRATO. Di fronte alla prospettiva di perdere la figlia, una donna russa avrebbe ingaggiato un finto padre, per ottenere la restituzione della bambina da parte dei Servizi sociali. Di questo è...
PRATO. Di fronte alla prospettiva di perdere la figlia, una donna russa avrebbe ingaggiato un finto padre, per ottenere la restituzione della bambina da parte dei Servizi sociali. Di questo è accusata Anastasiya Ustinova, in concorso col pratese Giuseppe Liuzza, cioè il presunto finto padre.
E’ forse la prima volta che il Tribunale di Prato si deve occupare dell’articolo 567 del Codice penale, cioè l’alterazione di stato, un reato punito, nella migliore delle ipotesi, da tre a dieci anni di reclusione.
I fatti risalgono al 2006 e sono stati portati a conoscenza della Procura nel 2009. La donna russa di mestiere faceva la prostituta e per questo la figlia piccola a un certo punto le è stata tolta dai Servizi sociali. Ma a differenza di altre sue colleghe, lei a quella bambina ci teneva tanto e avrebbe fatto di tutto per riaverla. Qui entra in scena l’altro imputato. Secondo la Procura, la russa avrebbe promesso una discreta somma di denaro a Liuzza per farsi passare come il padre naturale. L’altro avrebbe accettato, ma qualcosa è andato storto e il presunto imbroglio è stato scoperto. Secondo la Procura il vero padre è un altro straniero, che non è coinvolto nel processo. A sostegno della tesi dell’accusa ci sono anche i risultati dell’esame del Dna, ordinato dai magistrati per far luce una volta per tutte sull’insolita vicenda. Risultato che smentirebbero le dichiarazioni dell’italiano. Nel frattempo sembra che la madre sia riuscita a riabbracciare la figlia e che entrambe siano sparite. Il processo però va avanti. (p.n.)
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