Sicurezza
Il camiciaio va in Cina col negozio “su misura”
Blue Roses aprirà uno spazio vicino a Nanchino nel centro commerciale di Giupel «E’ un’ottima occasione per entrare su quel mercato con un prodotto di nicchia»
PRATO. Destino voleva che le sue camicie su misura finissero in Cina. Quando a febbraio 2010 Li Hongta, vicepresidente della provincia di Anhui, venne a Prato per una visita di cortesia al presidente Lamberto Gestri, si fermò a fare shopping di camicie in via Santa Trinita, alla “Blue Roses”. Chi semina contatti, prima o poi raccoglie i frutti. Ne sa qualcosa il commerciante Leonardo Saccenti: per lui il sogno cinese della “Blue Roses” si esaudirà il prossimo anno. Una scommessa per il "camiciaio" pratese che dal 1991 manda avanti una linea di produzione di camiceria su misura tutta realizzata in Toscana (il negozio si trova in via Santa Trinita da dieci anni ma la ditta di produzione come “Blue Roses” ha oltre vent’anni). «Ora il consumatore cinese di alto livello predilige alle camicie griffate quelle su misura, realizzate da sarti italiani. Questo mi ha convinto a giocare la carta cinese». Da via Santa Trinita le camicie su misura voleranno con un biglietto di andata per la terra del Dragone. Destinazione, proprio la provincia di Anhui dove a metà 2013 sarà inaugurato il polo espositivo “I Principi d’Italia”. Nella cittadella del “made in Italy” a 40 chilometri da Nanchino, progetto dell’imprenditore sino-pratese Xu Qiu Lin (Giulini), la “Blue Roses” sarà rappresentata da uno stand espositivo di venti metri quadri, insieme ad altri big del “made in Italy” (la pattuglia di aziende pratesi vede già il Centro Restauri Piacenti e la Food Italia). Un trampolino di lancio per fare breccia nel mercato cinese con una produzione di nicchia: a fare da ponte è stato l'ex assessore Giancarlo Maffei che sta seguendo da vicino il progetto del polo espositivo (già cliente della "Blue Roses"). Come funzionerà? «Il cliente orientale ordinerà le camicie allo stand dove lavorerà personale cinese che parlerà italiano. Nell’arco di dieci giorni - spiega Saccenti - saremo in grado di procedere con la spedizione. Il fatto che il centro si doterà di una dogana interna è un’agevolazione di non poco conto. A breve usciremo anche con un sito in cinese per farci conoscere meglio sul mercato cinese. E a marzo saremo a Shanghai in un corner della Giupel in occasione della fiera d’abbigliamento “Chic”. Certo, non abbiamo i numeri per competere su produzioni su larga scala». Piccola, insomma, la “Blue Roses” vuole restare. Anche in uno sterminato mercato come la Cina.
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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