Il Tirreno

Prato

Addio Al Castello, chiude la libreria storica

di Maria Lardara
Addio Al Castello, chiude la libreria storica

Morìa di negozi all’interno delle mura: la crisi aggredisce il commercio Alzano bandiera bianca Motivi, Easy Market, Marylin e Anniverdi Susi

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PRATO. Il titolo c'è già, la storia anche. Il lettore potrebbe commuoversi a leggere l’ultima pagina, quella dell’epilogo. Soprattutto se quel lettore è pratese e, riga dopo riga, ritroverà un pezzo di sé e di storia della sua città, ricordi fra gli scaffali fatti di carta e di persone. L’ultimo libro vede come protagonista una libreria indipendente, la più antica dentro le mura, prossima a tirare giù il bandone.

Non è finzione letteraria, è quello che succederà alla libreria “Al Castello”, esistente dal 1975 all’ombra del castello federiciano. Ha le settimane contate ma la titolare Lucia Balestri, al di qua del bancone da dieci anni, non vorrebbe che si recitasse il "funerale" della cultura. Era fine di settembre quando attraverso Il Tirreno la libraia si appellò agli scrittori Nesi e Veronesi, gli stessi che da lì sono passati per presentare le loro novità editoriali, affinché regalassero alla città un festival del libro.

A questo punto il regalo lo farà lei ai pratesi, si fa per dire. E “regalerà” libri e cultura, con una grande liquidazione i cui dettagli saranno annunciati in una conferenza stampa lunedì prossimo. «E’ evidente che la chiusura di un'attività sia un passaggio traumatico – si limita a commentare per il momento Balestri -. E' altrettanto evidente che la crisi ha colpito con maggiore durezza, nel nostro settore e in tutta Italia, le librerie indipendenti. Non vorremmo, nel nostro piccolo, che questo fosse visto come una sorta di funerale della cultura. Proprio perché la nostra libreria rappresenta un punto di riferimento per la Prato che ama leggere, la liquidazione dei libri e degli accessori non sarà una sorta di funerale della cultura. Stiamo preparando alcune iniziative: comunicheremo tutto in una conferenza stampa».

La saracinesca abbassata di una libreria rappresenta uno schiaffo alla cultura. Fa male a tutti quelli che hanno a cuore la crescita di una città. Ma il Natale amaro dei commercianti in centro è visibile nelle tante insegne di liquidazione e svendita che campeggiano sulle vetrine. Da Prato continua a fare le valigie il gruppo Miroglio con il marchio d’abbigliamento “Motivi” che, dopo dieci anni, traslocherà da via Garibaldi, a pochi mesi dall’addio di “Elena Mirò”: la proposta d’affitto in vetrina parla di 240 metri quadri a disposizione, con tanto di numero telefonico per le informazioni.

Sempre in via Garibaldi, si può approfittare degli ultimi giorni di svendita da “Artista Spacciatore”, tempio dell’oggettistica più originale, mentre le scarpe sono scomparse dalla vetrina del “Piumi” che ha restituito al proprietario le chiavi del fondo in vista del trasferimento in piazza delle Bigonge sulle ceneri dell’ex Niccoli. Tempo di svendite invece nell’altro “Piumi” di via del Serraglio (serranda non ancora bassa ma rimarrà un “Piumi” unico nell’ex Niccoli) dove la moria del commercio sta mietendo altre vittime.

Chi molla è “Anniverdi Susi” che in oltre vent’anni d’attività ha vestito tanti bambini (svendita fino al 14 febbraio, giorno di San Valentino), settore che proprio non sorride in questa via: anche “EasyMarket” sta per abbandonare il centro tenendo in piedi l’altro negozio, sempre d’abbigliamento per bimbi, a San Paolo.

Getta la spugna anche il locale accanto (“Marilyn”) e anche qui la parola d’ordine è sconto. Ritornando in viale Piave, è già annunciata la chiusura di “Immaginaria” con i suoi gioielli di arredo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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