Il dolore
A quella cena non è mai arrivata
Lavorava in una banca di Grignano la donna uccisa a Nievole. Il dolore dei colleghi di lavoro
PRATO. Lavorava da qualche mese alla filiale di Grignano della Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno Beatrice Ballerini, la donna di 42 anni uccisa giovedì sera a Nievole nella casa che fino a un anno fa aveva condiviso col marito, prima della separazione.
La notizia è piombata nei locali di via Roma 317 come una bomba ieri mattina e ha lasciato esterrefatti i colleghi di lavoro, che l’hanno aspettata invano. «Lavorava da noi solo da pochi mesi e non c’erano mai stati problemi, né sul lavoro né di altro genere». La direttrice della filiale parla ai cronisti attraverso il vetro e in realtà non ha molto da dire sulla tragedia che è costata la vita a Beatrice Ballerini. Evita di fare ulteriori commenti, così come i colleghi di Beatrice che pochi minuti dopo escono alla spicciolata dalla banca per la pausa pranzo. Un paio di donne hanno gli occhi lucidi e se ne vanno via a passo svelto verso il solito bar dove fino al giorno prima hanno pranzato con Beatrice. «Scusateci, ma non è il momento» si limita a dire un collega della bancaria mentre sale velocemente i gradini che portano al bar.
Beatrice Ballerini è stata uccisa in un casolare in via di Bolognola, sulle colline di Nievole. Un casolare ormai deserto da tempo, da quando cioè la storia tra Beatrice e suo marito, Massimo Niccolai, si era conclusa, poco più di un anno fa. Da allora i due avevano lasciato quella che fino a quel momento era stata la loro casa. Lei era tornata a vivere nel paese dove era nata e cresciuta, Campi Bisenzio, con i suoi genitori. Lui invece si era trasferito dalla sua nuova compagna, un’infermiera, a Buggiano.
La separazione, secondo i racconti dei parenti di lei, avrebbe lasciato uno strascico di recriminazioni, come avviene spesso quando una storia finisce. In quella casa erano rimasti molti oggetti della coppia, e per prendere alcune cose l’uomo aveva fissato un appuntamento con l’ex moglie per giovedì pomeriggio, alle 15,30, proprio nel casolare di Nievole. L’incontro, come confermato dall’uomo ai carabinieri, ci sarebbe stato. Un incontro veloce, perché poi alle 16,30 circa era a Campi Bisenzio per prendere i figli a scuola e trascorrere il resto della giornata con loro. Quando ha lasciato la casa, ha raccontato Parlanti ai carabinieri, la donna era ancora viva.
La scoperta del cadavere è avvenuta la dopo alcune ore, quando erano passate da poco le 21,30. Beatrice aveva appuntamento per le 20 con alcuni colleghi, per partecipare a una cena. Non vedendola arrivare gli amici hanno chiamato prima al cellulare, senza ricevere risposta, poi direttamente a casa dei genitori. Allarmati, il padre e il fratello della donna si sono recati nella casa di Nievole (mentre, negli stessi minuti, l’ex marito bussava all’abitazione di Campi per riportare i bambini). Ed è stato in quel momento che è stata fatta la terribile scoperta. Beatrice era a terra, ormai senza vita. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, e il dottore dell’automedica, cui non è rimasto altro da fare che certificare la morte della donna, rendendo inutile l’intervento dei soccorritori della Misericordia.
SERVIZIO A PAG. 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
