Finanza
«Questi ragazzi non sono mostri»
Gang del Soccorso, parla la madre di un arrestato: poche chance per i giovani
PRATO. «Non voglio dire che mio figlio sia un santo, ma non lo riconosco nella descrizione che ne avete fatto». E’ lo sfogo della madre di Alessandro Curto, 22 anni, uno degli undici giovani che sono stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “gang del Soccorso”. Gli inquirenti lo hanno descritto se non come il campo, certamente come un punto di riferimento per tutti gli altri, ma la madre contesta anche questo. «Non è lui il capo della banda - dice - Se quei ragazzi hanno fatto qualcosa, lo hanno fatto ognuno di testa propria». E la donna vuole puntualizzare anche un altro particolare riferito durante la conferenza stampa di martedì: «Non è vero che mio figlio è stato arrestato per una rapina a Taranto. Lo hanno fermato mentre era in macchina col cugino e gli hanno trovato un navigatore rubato. Il cugino si è assunto la responsabilità, ma mio figlio è finito ugualmente in carcere». Bisogna spiegare che nei casi di ricettazione, come questo, l’arresto è facoltativo. Il problema di Curto è che ha numerosi precedenti e che in quel periodo (fine agosto) era anche sottoposto alla sorveglianza speciale («gli avevano dato un permesso per andare a trovare i parenti») e così è finito in carcere, dove si trova tuttora. «Loro dicono che Alessandro ha fatto un sacco di rapine - aggiunge la madre riferendosi all’inchiesta pratese - ma mi devono dire quante volte lo hanno trovato a fare qualcosa di male da febbraio a giugno. Da quando è uscito dagli arresti domiciliari (agosto 2011, dopo una condanna per scippo, ndr) era molto cambiato. Ha fatto tutto il percorso coi servizi sociali e ha ricevuto anche una lode». E poi che cosa può essere successo? «E’ successo che il lavoro non si trova, è ancora più difficile per chi ha dei precedenti. Io faccio il possibile, ma a questi giovani bisogna dare qualche opportunità. Prato è quella che è, non si dà una mano a questi ragazzi disagiati». Intanto gli interrogatori di garanzia degli indagati (oltre a Curto ci sono Giacinto Giuliano, Adenis Meta, Ivan Troia, Aldo Ismaili, Aldrin Ramadani, Guido Caliendo, Sebastian Dema, Leonidha Aliaj, Karim Satouri e Ilir Bardhaj), che dovevano svolgersi oggi, sono slittati a domani e agli avvocati è stata notificato un’altra ordinanza di custodia perché la prima conteneva un errore materiale. Dai primi atti che sono riusciti a leggere, alcuni difensori contestano la rilevanza delle intercettazioni telefoniche, nelle quali, secondo i legali, non ci sarebbero vere prove ma solo suggestioni. Spetterà al giudice stabilire se è stata usata una mano troppo pesante o se invece si è tolto di mezzo un gruppetto molto pericoloso. (p.n.)
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