Sicurezza
Il renziano Biffoni è tentato Lulli o Giacomelli “fuori gara”
Il Partito democratico si prepara tra mille incognite alle primarie del 29 e 30 dicembre Tra i nomi che circolano anche quelli di Massimo Carlesi e della segretaria Ilaria Bugetti
PRATO. A Prato il Partito Democratico potrebbe ottenere due seggi in Parlamento, nell'ipotesi più ottimistica addirittura tre se le proporzioni attese del successo della coalizione Italia Bene Comune saranno confermate nel voto di febbraio. Per questo, pur con la dovuta prudenza per la diramazione delle regole ufficiali da parte della direzione nazionale dei democrat attesa per lunedì, col comunicato della segreteria nazionale ieri pomeriggio la macchina del partito si è messa in moto e con essa le candidature. Tanto da poter cominciare a restringere la rosa. In corsa, anzitutto, ci sono i due deputati uscenti: Antonello Giacomelli e Andrea Lulli. Gli sfidanti più insidiosi potrebbero essere Matteo Biffoni, rappresentante di quel mondo renziano uscito largamente vincitore qua a Prato e la segretaria provinciale, Ilaria Bugetti. Due sono le variabili da tener presente fin dal comunicato di ieri: le candidature per essere formalizzate dovranno passare il vaglio degli organi provinciali del partito e degli iscritti. Probabilmente servirà una raccolta di firme, forse occorrerà il placet dei segretari del Pd. Questo darebbe un vantaggio significativo all'area che sostiene Pierluigi Bersani a Prato come nel resto d'Italia. Inoltre, il segretario nazionale potrebbe contare – secondo alcune indiscrezioni rilanciate in giornata dall'Huffington Post – su una quota di parlamentari riservata da inserire nelle liste per Camera e Senato senza passare dalle primarie. Questo benefit potrebbe toccare anche ad Antonello Giacomelli (inserito nell'ufficio elettorale nazionale del Pd) o ad un bersaniano di ferro come Andrea Lulli. Seconda complicazione: «A quel punto bisognerebbe capire se a Prato avrebbe lo spazio per esprimere un altro parlamentare in una posizione in lista tale da sperare l'elezione» è il dubbio che fa vacillare Matteo Biffoni. Il capofila dei pratesi per Renzi, però, è ad un passo dalla discesa nell'agone: «Per me la politica è una collettività, sono consapevole dal numero e dal tenore delle telefonate che ci sono gli stimoli per provarci. Non mi tiro indietro, ma devo condividere la scelta. Del resto, o sei Messi e fai il gioco da solo oppure sei una persona normale e pensi al collettivo». Il “candidato normale” Biffoni – in questo più Hollande che Renzi – attenderà la prossima settimana per l'annuncio ufficiale. Regna grande prudenza altrove. Un altro renziano in vista, il capogruppo in Comune Carlesi per ora aspetta. Idem per la segretaria Ilaria Bugetti: «Non ci sarebbe incompatibilità con la mia carica di sindaco a Cantagallo – riconosce –, ma è prematuro parlarne». Nonostante la chiusura la sua candidatura potrebbe diventare inevitabile in nome delle quote rosa. Questa è l'indicazione del Pd nazionale e con i due patriarchi già in pista e altri due possibili sfidanti uomini a Prato la candidatura di una donna eviterebbe di dare un'immagine troppo paternalista della competizione.
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