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DECRETO PROVINCE

Cpap: «O tutte o nessuna»

PRATO. L’affossamento del decreto Province e della prospettiva per Prato di entrare con Firenze e Pistoia nella città metropolitana è stato con comprensibile soddisfazione da parte del Comitato...

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PRATO. L’affossamento del decreto Province e della prospettiva per Prato di entrare con Firenze e Pistoia nella città metropolitana è stato con comprensibile soddisfazione da parte del Comitato provinciale area pratese. «Siamo molto soddisfatti e contenti della non conversione in legge del Decreto sul riordino delle Province. Era un pasticcio all'inizio e con l'andare del tempo era diventato ancora più impasticciato. Questa vicenda ha portato alla luce vari comportamenti dei pratesi. Ci sono stati - riassume il Comitato - , come noi, i difensori strenui, senza se e senza ma, dell'autonomia di Prato. Ci sono stati gli indifferenti molti dei quali però una volta informati hanno sposato le idee deidifensori strenui. Ci sono stati i "tentennoni" e i "poco informati" che rilasciavano dichiarazioni non chiare, quasi criptiche, piene di " se , ma, forse ma anche". Infine ci sono stati i nettamente contrari al mantenimento dell'autonomia di Prato, cioè i favorevoli all'inserimento di Prato nella città metropolitana, che si sono arrampiacati sugli specchi proponendo ragionamenti così intricati, da risultare incomprensibili, per dimostrare l'indimostrabile, vaticinando (solo quello potevano fare), incommensurabili vantaggi, l'età dell'oro, per Prato nella città metropolitana». «In realtà - si prosegue - le posizioni dei "tentennoni", dei "poco informati" e dei favorevoli alla città metropolitana sono apparse, a questo Comitato, non del tutto genuine ma come "indotte" da terzi. Queste posizioni sono tutte legittime e rispettabili ma, secondo noi, chi dichiarava di voler bene a Prato doveva schierarsi contro la Città Metropolitana. Ed ora? Precisiamo che la legge 135 sul riordino delle Province è in vigore con i parametri e le norme ivi previste fra cui il non inserimento delle Province limitrofe nella Città metropolitana. Da lì ripartiamo. Questo Comitato ha sempre detto che se l'ente Provincia è inutile deve essere abolito con legge costituzionale in modo tale che scompaia dalla Costituzione. O tutte o nessuna è sempre stato il nostro motto. Se ciò avvenisse e le funzioni di tali enti fossero distribuite fra Comuni e Regioni( a proposito nessuno pensa ad abolire le Regioni?) crediamo che il nostro Comune, diciottesima città in Italia come abitanti e Comune di categoria A1, seconda città in Toscana, terza città in Italia Centrale potrebbe, ragionevolmente, far valere tali numeri oltre alla notevolissima importanza economica. Per quanto riguarda gli uffici, una volta abolite tutte le Province, si dovrebbe passare dal concetto di attribuire gli uffici in base al rango istituzionale al concetto di necessità. E a Prato spetterebbero comunque».

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