Il dolore
Il morto non è più un fantasma
Uomo, di razza bianca, sui 35 anni: ecco l’identikit del cadavere
PRATO. Era di un uomo, dell’apparente età di 35 anni, di razza bianca, il cadavere carbonizzato trovato domenica sera all’interno del camper parcheggiato in via Giorgio Perlasca, tra Galciana e Casale, che era bruciato tre giorni prima.
Ieri il sostituto procuratore Laura Canovai ha dato incarico al medico legale Riccardo Biagioli (lo stesso che aveva fatto il sopralluogo domenica sera) di compiere l’autopsia sui resti, che verrà fatta oggi.
Ma già dall’esame esterno, come detto, sono emersi dei particolari che, sperano gli inquirenti, potrebbero rendere più facile l’identificazione del cadavere.
Un altro particolare emerso nelle ultime ore è che il cadavere aveva in mano qualcosa, forse un cacciavite. Anche questa circostanza dovrà essere valutata per tentare di ricostruire che cosa è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì in via Perlasca.
La posizione del cadavere, a faccia in giù sotto la pedaliera del camper, è una cosa che non ha al momento una spiegazione razionale. L’unica spiegazione è che l’uomo, dopo aver forzato la portiera del mezzo e aver forse involontariamente provocato l’incendio, sia stato investito dallo scoppio della bombola di gas che era presente nella parte posteriore del camper. Altrimenti non ci si riesce a spiegare come l’uomo non sia riuscito a scappare prima di morire asfissiato e bruciato. L’ipotesi dell’omicidio è ancora ritenuta molto remota, ma l’autopsia darà una risposta anche su questo. (p.n.)
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