Sicurezza
Due poliziotti sotto accusa per calunnia e diffamazione
Hanno scritto in una relazione che un negoziante di Montemurlo risultava indagato per traffico internazionale di stupefacenti, ma non era vero
PRATO. Hanno scritto in una relazione che un negoziante di Montemurlo risultava indagato per traffico internazionale di stupefacenti, ma non era vero. Per questo l’ex dirigente del Compartimento della polizia postale di Firenze, Andrea Rossi, e l’ispettore Marco Molari, sono indagati per calunnia, falso ideologico e diffamazione). La Procura non crede che l’abbiano fatto apposta, e dunque ha chiesto l’archiviazione delle accuse, ma il negoziante e il suo avvocato si sono opposti e sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere, nei primi giorni di gennaio.
La vicenda scaturisce da un’inchiesta nella quale il negoziante era accusato di aver truffato la Wind, un procedimento che poi è stato archiviato. Ne è seguito uno nei confronti degli amministratori della compagnia telefonica (tra cui Luigi Gubitosi, ora direttore generale della Rai), anche loro prosciolti dall’accusa di aver mosso addebiti strumentali al commerciante. Sembrava una storia chiusa, ma c’è uno strascico. Nel giugno del 2009 il commerciante, tramite l’avvocato Libero Mancuso, ha denunciato i due poliziotti. Li accusa di aver inserito in una relazione alla Procura datata 31 ottobre 2006 due bugie. Primo: che il negoziante fosse stato indagato a Bergamo per traffico di droga. Secondo: che lo stesso negoziante avesse denunciato nel marzo 2005 un furto di 47 cellulari senza indicare il codice seriale. Entrambe le circostanze sono risultate false. Nel primo caso era stata letta male la banca dati (e non c’era nessuna indagine per droga sul negoziante). Nel secondo caso non mancavano i numeri seriali dei telefoni ma solo quelli delle ricariche. Il sostituto procuratore Benedetta Foti ha però concluso che i due poliziotti hanno agito in buona fede. E il negoziante si è opposto all’archiviazione.
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