Italia
Troppo freddo in aula e il processo si sposta
Il giudice Nicotra fa mettere a verbale l’insufficienza del riscaldamento Il Comune si giustifica: da lunedì accenderemo l’impianto un’ora prima
PRATO. «Verificata l’impossibilità di proseguire l’udienza per l’insufficienza dell’impianto di riscaldamento, i processi verranno celebrati nell’aula al primo piano». Ettore Nicotra, presidente della sezione penale del Tribunale, lo ha fatto mettere a verbale: troppo freddo nell’aula grande al secondo piano del Palazzo di giustizia. Il collegio composto anche dai giudici Fanales e Barracca aveva appena finito l’istruttoria per la presunta bancarotta della manifattura Mammut e forse ai giudici non è sfuggita la coincidenza (si pensa che i mammuth si siano estinti anche per colpa dell’ultima glaciazione...).
E’ forse la prima volta che la temperatura dell’aula finisce in un verbale, almeno qui a Prato. E ora l’impianto di riscaldamento del Tribunale è diventato un caso, dopo che già lo scorso mercoledì il presidente Francesco Antonio Genovese aveva alzato la voce nei confronti del Comune, responsabile della manutenzione dell’impianto. «Lo tengono acceso dalle 11 alle 14,30 e poi dalle 14,30 alle 16,30. Non basta, nel pomeriggio è impossibile lavorare».
Ieri mattina i giudici si sono spostati al primo piano, ma la situazione non è migliorata, tanto che sono stati costretti a celebrare l’udienza con sciarpa e cappotto (mentre il pubblico ministero Laura Canovai stoicamente si è fatta bastare la toga).
La palla ora passa al Comune. «Ho una delega formale sulla materia - si giustifica l’assessore Aldo Milone - ma non ho strumenti a disposizione». L’esperto della faccenda è il funzionario Giovanni Nerini, che tiene i contatti con la società Cofely, quella che si occupa dei 130 impianti del Comune. «I tecnici erano al lavoro da stamattina alle 8 - spiega Nerini - Il problema è che è lunedì e dopo la pausa di domenica c’è sempre un po’ più freddo. A me risulta che l’impianto sia acceso dalle 6,30 alle 17,30 senza interruzioni. Abbiamo verificato che forse non basta e abbiamo anticipato: da lunedì sarà acceso alle 5,30».
Messa così, sembrerebbe che i magistrati si lamentino un po’ troppo, siano un po’ troppo freddolosi. In realtà la temperatura di ieri era effettivamente freddina. «Ci sono stati anche dei guasti, due o tre fan coil (i riscaldamenti ad aria, ndr) sono rotti e in attesa di sostituzione - ammette Nerini - ma in genere i guasti li ripariamo. Certo è che ora più che in passato stiamo attenti anche ai consumi, cercando di non far scendere la temperatura sotto i 18 gradi».
Ancora più drastico l’assessore Filippo Bernocchi. «Il presidente del Tribunale è in cima ai nostri pensieri - dice - ma sotto il profilo degli investimenti privilegeremo gli impianti delle scuole. Ce la stiamo mettendo tutta per risolvere i problemi. Teniamo conto che abbiamo a che fare con impianti vecchi, sui quali non è stata fatta la necessaria manutenzione, negli anni scorsi». Insomma Bernocchi sembra dare la colpa o una parte di colpa a chi ha governato prima di lui. Ma avverte: «Potrebbe succedere di nuovo, anche perché abbiamo severi limiti sugli investimenti». Cioè potrebbe di nuovo accadere che in Tribunale la temperatura si abbassi, e che il presidente del collegio sia costretto a migrare in un’altra aula sperando di trovare un clima migliore. Un po’ come fecero i mammuth durante l’ultima glaciazione, senza ottenere grossi risultati.
Paolo Nencioni
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