Il Tirreno

Prato

Posti di lavoro dalla “filiera del bosco”

di Alessandra Agrati
Posti di lavoro dalla “filiera del bosco”

Ciani, presidente dell’Unione dei Comuni: «Fondi per giovani disoccupati dalla Regione, ma bisogna fare rete»

2 MINUTI DI LETTURA





VALBISENZIO. Cresce in val di Bisenzio il tasso di disoccupazione e diminuiscono i redditi delle famiglie a causa della crisi del tessile. «La situazione – spiega Marco Ciani presidente dell’Unione dei Comuni – è preoccupante, tramite i nostri uffici registriamo continuamente questo disagio, tuttavia penso che una soluzione ci possa essere: la realizzazione d’imprese che fanno squadra e lavorano in rete». La proposta del presidente si fonda su dati reali: la Regione Toscana mette a disposizione dei giovani, dei disoccupati finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato. «Lo spazio in Val di Bisenzio per creare nuovi posti di lavoro c’è sicuramente – continua Ciani – penso a settori come quello forestale, ma anche all’agricoltura, in entrambi i casi è necessario estendere la filiera, quando si parla di forestale, intendo dalla cura del bosco fino alla realizzazione dei pali, quest’ultimo anello della filiera è assolutamente mancante e potrebbe soddisfare un’importante fetta del mercato». Nella filiera del bosco c’è posto anche per chi vuole occuparsi dei boschi demaniali, ma anche di quelli privati: è in forte crescita la richiesta dei proprietari di dare in comodato i propri terreni, con l’obbligo anche della manutenzione, operazione fondamentale per la salvaguardia del territorio. L’esempio del modello da seguire è quello del pubblico«“Come i Comuni stanno cercando di fare un lavoro in rete nell’ offerta dei servizi- precisa il presidente – così le aziende dovrebbero associarsi, ad esempio sotto forma di cooperative, per offrire prodotti a largo spettro sfruttando anche le economie di scale. La proposta è valida anche per studi associati che potrebbero unire competenze diverse: dall’ agronomo all’ ingegnere del territorio, tutte figure di cui c’è bisogno in vallata». Anche nel settore privato, però, va abbandonata la logica dell’individualismo esasperato. «Esistono alcuni esempi di consorzi e di cooperative che funzionano – precisa Ciani – ma bisogna estendere la rete e imparare a lavorare in modo diverso, anche in un’ottica di reperimento dei finanziamenti». L’unione dei comuni, per favorire la nascita delle reti d’impresa sta valutando anche l’opportunità di creare dei corsi di formazione ad hoc. «E’ arrivato il momento – spiega Ciani – di fare un salto di mentalità e cercare nuove soluzioni che sicuramente avrebbero un effetto di beneficio a pioggia su tutto il territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa