Il Tirreno

Prato

Pistola in pugno, i banditi fanno Bingo

Pistola in pugno, i banditi fanno Bingo

Tre rapinatori assaltano la sala giochi di via Strozzi e portano via 20.000 euro. Il direttore impaurito finisce all’ospedale

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PRATO. Non hanno urlato “Bingo!” perché erano concentrati sull’obbiettivo, o semplicemente perché mancano di sufficiente ironia, ma si può dire che i veri vincitori della serata (anzi del fine settimana) alla Sala Bingo di via Strozzi siano proprio loro, i tre banditi che la scorsa notte hanno dato l’assalto al locale portando via l’incasso del week end, circa 20.000 euro in contanti.

L’ennesima rapina di questo mese di dicembre che finora ne è stato costellato (dopo la tabaccheria di Tobbiana, il Brico di via Mozza sul Gorone e il supermercato Colzi di via Pistoiese, solo per citare le ultime) è stata messa a segno in uno di quelli che vengono considerati obbiettivi sensibili nei piani di prevenzione delle forze dell’ordine. Quei locali, cioè, dove si concentra il denaro contante e che non hanno sistemi di difesa.

Non ci sono guardie giurate davanti al Bingo di via Strozzi, e i rapinatori certamente lo sapevano. Dunque si sono messi ad aspettare, nella notte di domenica, il momento più opportuno per entrare in azione. Vale a dire quei minuti in cui in sala rimangono solo il gestore coi suoi dipendenti, dopo che l’ultimo cliente se n’è andato.

Erano circa le 2,30 quando il gruppetto di tre persone ha fatto irruzione nella sala. La porta, riferiscono i carabinieri, non era chiusa. E’ bastato entrare come un qualsiasi giocatore ritardatario, ignaro che i giochi sono già finiti. Per i rapinatori invece i giochi iniziavano proprio in quel momento.

Tutta la scena è stata ripresa dalle telecamere interne di videosorveglianza, ma le immagini, che i carabinieri visionarenno oggi almeno per sapere quanto è durato il colpo, difficilmente potranno fornire elementi utili per risalire ai responsabili della rapina.

Vi si vedranno tre persone tutte col volto coperto da passamontagna, almeno una con la pistola in pugno, che alcuni testimoni giurano fosse vera.

In quel momento al Bingo c’erano il gestore e cinque dipendenti. Tutti sono stati intimati di non muoversi e ovviamente di non lanciare l’allarme, che infatti non è arrivato alle centrali operative di polizia e carabinieri. Poi il direttore è stato costretto a indicare dove si trovava la cassaforte, e sotto la minaccia della pistola ha dovuto aprirla. Un paio di banditi hanno prelevato quanto dovevano, mentre il complice teneva d’occhio i dipendenti.

I carabinieri non escludono che all’esterno del locale, a fare da palo, ci fosse un quarto uomo. A quell’ora è improbabile che qualcuno si presentasse per sbaglio al Bingo, ma la zona è densamente abitata e probabilmente i rapinatori non volevano correre rischi.

Il tutto dovrebbe essere durato meno di dieci minuti. Un tempo sufficiente, però, per mettere tanta paura al direttore della sala, che subito dopo l’intervento dei carabinieri è stato portato in ospedale, dove è stato trattenuto in osservazione.

Prima di andarsene, i banditi hanno legato tutti i presenti con fascette di plastica del tipo di quelle che usano gli elettricisti e dunque hanno avuto abbastanza tempo per allontanarsi indisturbati e andare a spartirsi il bottino: 5.000 euro a testa, se c’era anche il palo.

Paolo Nencioni

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