Il Tirreno

Prato

l’appello

Chiesanuova vuole il porta a porta

Lettera al Comune e all’Asm: «Nella zona nord manchiamo solo noi»

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PRATO. Si sentono un po’ come figli di un Dio minore, stanchi di utilizzare i cassonetti per l’immondizia mentre nel resto del quartiere Nord da due anni e mezzo il porta a porta è una realtà. Così in quelle zone sorride la raccolta differenziata e se ne giova l’ambiente. Dopo Figline, Galcetello, Coiano, Santa Lucia e viale Galilei, a mancare ancora all’appello è il porta a porta a Chiesanuova. E gli abitanti chiedono l’allargamento del servizio nel territorio che da via Tirso, via Liliana Rossi e via Rubieri si estende fino alla ferrovia, affidandosi al presidente della Circoscrizione Nord Alberto Manzan per far valere questa esigenza. È lui infatti a spingere sul tasto dell’acceleratore, in una lettera indirizzata al vicesindaco Goffredo Borchi e al presidente di Asm Alessandro Canovai. «Nel mese di marzo 2010 – ricorda Manzan – si susseguirono assemblee con i cittadini per iniziare il progetto del “porta a porta”: il servizio fu avviato nell’aprile dello stesso anno nella zona di Figline e Galcetello per poi proseguire anche a Santa Lucia, Coiano e viale Galilei, coinvolgendo migliaia di famiglie. Questa nuova esperienza, dopo le prime e prevedibili perplessità, mi sembra sia stata accolta in modo soddisfacente. Sollecitati da molti residenti di Chiesanuova-Campaccio, chiediamo che il servizio venga esteso anche a questa zona». In effetti, è nelle immediate vicinanze con il quartiere di Chinatown che la rivendicazione si fa più forte, complice un utilizzo spesso improprio dei cassonetti. Meglio allora che spariscano. Ne è convinto Valentino La Greca, residente in via dei Gobbi. «Vivo in una strada densamente abitata dove vivono molte famiglie, non sempre avvezze alla raccolta differenziata. Che ne è poi dell’isola ecologica che doveva essere realizzata per i materiali non trasferibili? Tempo fa avevo necessità di smaltire alcune lampadine a risparmio energetico e da Asm mi son sentito dire che avrei dovuto portarle al centro raccolta di via Paronese, dall'altra parte della città». Non a caso nella lettera di Manzan si pungola l’amministrazione a fare presto con i lavori per l’isola ecologica che erano stati programmati in via San Martino per Galceti: un’area adibita al materiale non ritirabile con il porta a porta. Nell’agenda dell’amministrazione al momento compaiono altre priorità, ovvero la necessità di estendere il porta a porta nel quartiere Sud (Tavola, Casale, San Giusto, Fontanelle, Paperino, Tobbiana e San Giorgio) entro i primi mesi del 2013, in modo da bloccare la migrazione del conferimento dei rifiuti fuori Comune, laddove sopravvivono i cassonetti. «Con il passaggio al porta a porta di Poggio a Caiano e Carmignano registriamo che tanti cittadini caricano i sacchetti in auto per lasciarli nei cassonetti a loro più vicini. La risposta ai residenti della Nord - fa sapere Borchi - non sarà immediata, anche se l’idea è di estendere il porta a porta a tutta la città, obiettivo che comporta una riorganizzazione del servizio complessivo».

Maria Lardara

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