La manifestazione
A letto con l’influenza tra Natale e Pasqua
Secondo gli esperti il picco del virus si verificherà nelle prossime settimane In calo le vaccinazioni del 15%, ma c’è tempo almeno fino alla fine del mese
PRATO. Circa 200 casi d’influenza in questa settimana a Prato, intorno invece ai 20 mila nell’epidemia che colpirà fra Natale e Pasqua. Sono i dati più recenti, in linea con la media nazionale, così come purtroppo il calo delle vaccinazioni, calcolabile al momento fra 10-15%. Ed è quest’ultimo valore la nota dolente del programma di vaccinazione ministeriale.
Alla base, spiega il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, soprattutto una crescente sfiducia nel valore della profilassi, un andamento progressivo già da alcuni anni, dopo la grande paura della SARS. C’è comunque ancora tempo per farla, almeno fino alla fine del mese, considerando che occorrerà una decina di giorni prima che si realizzi un sufficiente stato difensivo. Fra i malati di questo periodo – aggiunge – pochi sono quelli realmente legati all’azione dei virus influenzali classici ( i due americani H1N1 e A e l’australiano, B).
All’opera sono attualmente i virus parainfluenzali, presenti un po’ lungo tutto l’arco dell’anno, ma potenziati dalle condizioni climatiche del momento. In ogni modo, i casi pur sporadici di quella vera faranno da traino all’epidemia attesa subito dopo Natale. Il consiglio è che si debbano vaccinare tutti, in particolare le fasce più a rischio come i bambini, gli anziani, i malati cronici. Data l’estrema diffusibilità dei virus, una persona non vaccinata in famiglia può contagiare gli altri L’iniezione deve essere praticata alla spalla.
Circa la prevenzione, gli esperti ribadiscono l’opportunità d’evitare i luoghi affollati, di coprirsi adeguatamente uscendo all’aperto, in particolare tenendo al caldo testa, gola e piedi, i veri punti critici del nostro organismo. Una norma igienica ancor più valida è lavarsi bene le mani, principale veicolo di trasmissione infettiva, così è utile tener libere le vie aeree. Respirare col naso e non con la bocca, per limitare l’ingresso dei germi e mitigare la temperatura dell’aria inspirata. Gargarismi con acqua e colluttori non sono da sottovalutare.
Circa l’alimentazione, va da sé che con il freddo sia consigliabile elevare la quantità di calorie giornaliere, in accordo con il medico di fiducia. I vecchi rimedi della nonna svolgono sempre un ruolo importante dal latte caldo e miele al vin brulè. Là dove possibile, affrontare i disturbi tipici dalla febbre alta, alla tosse al mal di gola, alla nausea ed ai dolori addominali ricorrendo ai sintomatici ed al necessario riposo al caldo. Dove perdurassero, è opportuno rivolgersi al curante. Per la convalescenza , ottimo rimane il brodo di pollo.
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