La manifestazione
Tre albanesi e un italiano nella rete della Mobile
PRATO. Un basista, con tutta probabilità, e tre esecutori materiali. E’ questo il quartetto di rapinatori fermato venerdì sera alle 19 dagli uomini della squadra mobile di polizia con l’accusa di...
PRATO. Un basista, con tutta probabilità, e tre esecutori materiali. E’ questo il quartetto di rapinatori fermato venerdì sera alle 19 dagli uomini della squadra mobile di polizia con l’accusa di aver compiuto, mezz’ora prima, una rapina ai danni del supermercato Colzi di via Pistoiese.
Sull’operazione lampo sono stati forniti pochissimi particolari, se non che si tratta di un italiano e di tre albanesi.
L’italiano, forse il basista e anche l’autista del gruppo, è Vincenzo Gravina, 51 anni, conosciuto alle cronache e alle forze di polizia da almeno una ventina di anni per essere stato coinvolto in storie di spaccio di droga e, ultimamente, di usura (reato per il quale è stato accusato, ma poi condannato a un anno per esercizio arbitrario delle proprie ragioni).
Un personaggio che secondo gli inquirenti vive al limite dell’illegalità, ogni tanto superandolo.
Dei tre albanesi si sa che non risultano residenti a Prato, ma i loro nomi non sono stati resi noti.
E’ stato seguendo il terzetto albanese, pare, che la Mobile è riuscita ad acciuffare i rapinatori prima che potessero nuovamente sparire nel nulla. Tutto è nato dalle ultime rapine a una tabaccheria di Tobbiana e al Brico di via Mozza sul Gorone. Il lavoro di intelligence della mobile e quello di prevenzione delle volanti è stato intensificato negli ultimi tempi, perché si temeva che altre rapine potessero essere compiute, avvicinandosi alle feste natalizie. In particolare la squadra mobile si è concentrata sul gruppetto albanese, di cui probabilmente è stata tenuta d’occhio l’auto e forse anche i telefoni cellulari.
Sta di fatto che quando il gruppo ha preso di mira il supermercato Colzi, la polizia era già preparata. E’ verosimile che all’interno dell’esercizio commerciale siano entrati i tre albanesi, mentre l’italiano li aspettava all’esterno su un’auto. I testimoni hanno parlato di tre uomini forse nordafricani, in realtà i tratti somatici erano diversi.
Dal supermercato i banditi hanno prelevato 2.000 euro in contanti e forse già pensavano di averla fatta franca quando sono arrivati in via Visiana, nei pressi dell’ufficio postale, e hanno trovato i poliziotti in borghese.
All’interno della loro auto sono stati trovati guanti, un passamontagna e una pistola finta, quella usata per la rapina, oltre ai duemila euro.
Ora gli accertamenti della polizia vogliono verificare se il quartetto arrestato venerdì sera sia responsabile anche di altre rapine compiute recentemente in città. (p.n.)
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