Sicurezza
«Sugli swap fummo truffati»
Carlesi risponde all’attacco per lettera di 120 cittadini
PRATO. Una lettera d’accusa firmata da 120 cittadini (non identificabili) che criticano il capogruppo pd Massimo Carlesi per le posizioni assunte sul sindaco Roberto Cenni (disse “crea imbarazzo” per la vicenda Sasch) ma soprattutto lo attaccano per aver partecipato a una giunta che sottoscrisse “i famigerati - scrivono - swap”. Questa è la risposta del capogruppo. «Mi sarebbe piaciuto - scrivere - ricevere la lettera di persona, in maniera tale da conoscere i firmatari e rispondere a ognuno di loro. Posso tuttavia precisare un punto. La magistratura - scrive Carlesi - dice che, sulla vicenda swap, fummo truffati. Se e quando sarà possibile, come ho annunciato, mi costituirò parte civile contro gli attori di questa truffa. Vorrei precisare che il reato di truffa - aggiunge - si configura allorché vengono messi in atto comportamenti e, direi, stratagemmi tali da far cadere in errore, e dunque truffare, chi possiede capacità di giudizio e di discernimento». Poi sul sindaco: «C'è poco da aggiungere. Tra vicenda economica e suoi risvolti giudiziari, interviste sul cesso e decisioni che hanno fatto sorridere (o piangere) l'Italia - dice Carlesi - il suo comportamento non ha giovato né giova all'immagine di Prato. Per farla breve, i passati amministratori hanno subìto un danno personale e per la collettività. Il sindaco provoca invece un danno alla città. La differenza è consistente». «Capisco però - continua - che ai sostenitori di Cenni e, in particolare, a quelli che oggi mi attaccano, il Codice penale non possa che provocare, come Silvio insegna, ribrezzo».
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