Proteste
La storia fatta di vestiti, stoffe e stracci
Inaugurata al Museo del Tessuto la mostra-mercato dedicata al vintage. Tra gli eventi collaterali due concerti anni ’60
PRATO. Il vintage non è nato ieri: è dal medioevo che stoffe e vecchi abiti vengono rivenduti, modificati, trasformati, dotati di nuove fogge o anche solo ridotti in stracci, fibra, lana rigenerata. In quest'ultima specialità, Prato è stata sovrana per la maggior parte della sua secolare vita: non c'è da stupirsi se il suo Museo del Tessuto non solo è stato inserito fra i 220 enti meritevoli di essere ritenuti riferimenti culturali da parte del ministero dei Beni culturali, ma è sede anche di vintage: della mostra “L'irresistibile fascino del vissuto”, da oggi al 30 maggio 2013.
Dall'arte dei rigattieri del medioevo alla moda degli anni '60 e fino ai giorni nostri, quella in scena fra i capi e le stoffe esposte è, come disse Malaparte, la storia del mondo perchè la storia del mondo passa dagli stracci: una mappa del tempo fatta di tessuti che inizia secoli fa passando dalla storia delle fibre e la moda della rivoluzione giovanile. «La storia del vintage non è mai stata raccontata così prima d'ora - spiega il direttore del Museo del Tessuto, Filippo Guarini - l'iniziativa è dedicata a Giovanni Masi, uno dei più grandi importatori di abiti usati». La novità è questa: non solo guardare e non toccare, com'è giusto in sede museale, ma anche uno shop a fine esposizione dove guardare, toccare e acquistare capi vintage di qualità a cura di Angelo Caroli, titolare di Angelo Vintage Archive, che ha anche fornito buona parte dei capi in mostra: «Ho trovato a Prato i primi pezzi - spiega - e lo shop è nato con l'idea che sia bello vedere e capire i capi, ma anche indossarli». Oltre alla mostra, ci saranno una serie di iniziative che ruoteranno attorno al vintage, come raduni di biciclette, cibo, musica: oggi alle 17 sarà la volta di Irene Giuliani Project con Senza Fine, che darà nuova vita a canzoni di Mina, Tenco, Ornella Vanoni nell'Angolo vintage di piazza del Comune, con replica sabato 22, mentre sabato 15 e 29 il Trio Radiomarelli porterà in piazza il rock n'roll e lo swing degli anni '60. «Sono queste cose che ti ripagano del lavoro di amministratore pubblico - commenta Roberto Caverni, assessore alle Attività Produttive del Comune - anche questa città può considerarsi patria del vintage, vista la sua storia». Non solo una mostra ma, come dice l'assessore provinciale al Turismo, Antonio Napolitano, un'occasione di grande richiamo: «Il Museo del Tessuto è veicolo di grandi prodotti culturali - conclude - è un luogo straordinario». Vintage inaugura un nuovo ciclo di iniziative della Fondazione Museo del Tessuto, come spiega il suo presidente, Andrea Cavicchi: «E' un percorso frutto di una ricerca diversa dal solito studio dei tessuti. Questa è la storia della gente fatta di stoffa».
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