Il Tirreno

Prato

Bandiera a cinque stelle a Cantagallo

di Barbara Burzi
Bandiera a cinque stelle a Cantagallo

Siglata intesa commerciale col gruppo Huamao. L’ambasciatore Wei: «La mafia cinese non esiste né a Prato né in Italia»

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PRATO. Fuori dallo stabilimento di Cantagallo sventolano la bandiera tricolore e quella rossa a cinque stelle della Repubblica popolare cinese: l’azienda Beste le ha esposte entrambe ieri mattina per dare il benvenuto ai nuovi soci asiatici del gruppo tessile cinese Huamao, con cui ha appena formalizzato un accordo di joint venture. Si tratta di un’alleanza, in base alla quale Beste diventerà socia con il 25% del capitale misto di una nuova fabbrica in costruzione nell’area di Anquing, mentre Huamao ( 3.800 dipendenti) acquisisce il 10,25% del gruppo tessile pratese. Va da sé che al passaggio di quote seguirà un trasferimento di kwow-how dall’Italia alla Cina, in cambio di un mercato enorme con consumi in espansione che promette affari d’oro all’azienda del distretto. La firma è avvenuta durante una cerimonia ufficiale nel salone consiliare alla presenza dell’ambasciatore cinese in Italia Ding Wei, che prima però, insieme alla console a Firenze Wang Xinxia e un gruppo di collaboratori, si è recato a Cantagallo per incontrare i partner della nuova società “H&B Textile Technology”.

La giornata è iniziata con una visita alla sede, durante la quale l’ambasciatore non si è sottratto a strette di mano dei dipendenti orientali (circa 90), ed è culminata con la consegna degli omaggi: un fiorino d’oro, moneta fiorentina del rinascimento «in segno di buon auspicio per gli affari che faremo insieme», ha detto l’amministratore di Beste, Giovanni Santi rivolgendosi al massimo rappresentante del popolo cinese in Italia. Erano presenti anche il presidente della Provincia Lamberto Gestri e il sindaco di Cantagallo, Ilaria Bugetti. Insieme ai partner commerciali la giornata è poi proseguita a Palazzo comunale dove sono stati illustrati daccapo i termini dell’accordo. Per rispondere alle perplessità espresse al riguardo, Santi ha valuto subito chiarire che non intende delocalizzare l’azienda. «Non abbiamo questa intenzione – ha dichiarato –il nostro obiettivo è quello di aprire un nuovo stabilimento, una succursale della Beste in Cina. E’ un mercato che sta crescendo anche nella qualità dei consumi, pertanto il nostro intento sarà di produrre tessuti di alta gamma mettendo a disposizione tutte le risorse di cui disponiamo». La neonata società sarà simile alla “sorella” italiana anche nell’aspetto, a partire da alcuni elementi architettonici, come le travi in legno del soffitto, delle quali alcune casse sono già state spedite in Cina. A Cantagallo si rimarrà col numero di dipendenti attuali, in tutto 130, mentre la fabbrica cinese in fase di realizzazione su una superficie di 35mila metri quadrati avrà 250 dipendenti. Soddisfazione è stata espressa anche dalla partner commerciale asiatica, Zhang Li, presidente della Huamao: “Noi siamo un’azienda che nel 2011 ha fatturato 4,5miliardi di renminbi e ricavato un profitto di 650milioni – ha dichiarato l’imprenditrice – il gruppo Beste è conosciuto in tutto il mondo e grazie a loro, abbiamo già acquisito attrezzature avanzate per migliorare la qualità dei nostri prodotti».

L’ambasciatore Ding Wei riferendosi al rapporto tra imprese del territorio, nella sua tappa in via Filzi per l’inaugurazione dello sportello bancario dedicato, ha dichiarato: «Non c’è presenza di mafia cinese in Italia. Siamo a conoscenza dell’esistenza di crimini frammentati e di problemi di violazione delle regole, fenomeni che noi in ogni caso condanniamo».

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