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Addio città metropolitana? Torna l’ipotesi della provincia Prato-Pistoia

Addio città metropolitana? Torna l’ipotesi della provincia Prato-Pistoia

Mazzoni: «L’emendamento Pdl riporta il testo governativo al senso originario del decreto. Bianco (Pd) è però favorevole all’accorpamento con Firenze»

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PRATO. Addio città metropolitana? Si sta infatti largo in queste ore l’ipotesi che possa riacquistare quotazioni il progetto di un’unica provincia Prato-Pistoia. A riassumere la vicenda è il deputato e coordinatore pratese Pdl Riccardo Mazzoni. «Per la provincia Prato-Pistoia il traguardo non è stato ancora raggiunto, ma la meta è fortunatamente più vicina. Il primo grande risultato è che uno dei due relatori del provvedimento, Filippo Saltamartini del Pdl, ha fatto proprio l'emendamento che avevo predisposto e che è stato presentato a Palazzo Madama dal senatore Altero Matteoli. L'emendamento riporta il testo governativo al senso originario del decreto, prevedendo l'impossibilità dell'accorpamento delle province limitrofe alle Città metropolitane e, conseguentemente, l'istituzione della provincia Prato-Pistoia. Ma ritenere di aver già centrato l'obiettivo sarebbe fuori luogo».

«Il problema - aggiunge Mazzoni - infatti, è che l'emendamento è stato sottoscritto solo dal relatore del Pdl e non da quello del Pd Enzo Bianco, perché resta la pervicace volontà di quel partito di annettere Prato e Pistoia alla Città metropolitana fiorentina. La partita ora si giocherà prima in Commissione Affari Costituzionali, dove - se Pdl, Lega e Udc voteranno a favore - l'emendamento potrebbe passare per un voto. Se invece venisse bocciato, Saltamartini mi ha assicurato che lo ripresenterà in aula, dove il centrodestra conserva ancora una chiara maggioranza e quindi non dovrebbero esserci problemi. Questo è lo scenario presumibile che ci aspetta da lunedì sera alle 20, quando in commissione verranno esaminati i primi emendamenti. Una maratona che potrebbe andare avanti fino a mercoledì per poi proseguire in aula, ammesso che la crisi politica che si è di fatto aperta non faccia archiviare definitivamente questo decreto che, a detta di tutti, è sbagliato, superficiale e lacunoso. Il Pdl si è detto disponibile a dare il via libera da qui alla fine della legislatura solo alla legge di stabilità, al decreto salva-Ilva e al nuovo articolo 81 della Costituzione».

«Tutti gli altri provvedimenti - conclude Mazzoni - dovrebbero finire su un binario morto per essere, semmai, ripresentati e approvati dal nuovo Parlamento e dal nuovo governo scelto dagli elettori. A meno che il Pd, nel pieno della campagna elettorale, non decida di votarli da solo o insieme all'Udc. Che però, per quanto riguarda il riordino delle province, si è già espressa in senso favorevole alla provincia Prato-Pistoia».

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