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Il centro didattico ancora fermo

Il centro didattico ancora fermo

L’assessore Drovandi: «Prima dobbiamo completare la piscina di Comeana e asfaltare alcune strade»

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CARMIGNANO. Il Comune ci riprova. «Ma il centro didattico del museo archeologico di Artimino difficilmente potrà essere completato prima del 2014 - ammette l'assessore ai lavori pubblici Elisa Drovandi - Prima ci sono altre opere da completare: la piscina di Comeana e l'asfaltatura di alcune strade». I lavori praticamente sono fermi da più di un anno. E dal 2010 al 2011 di poco si erano mossi. Si erano rallentati dopo la protesta di alcuni abitanti, che quell'edificio a tre piani e 377 metri quadri al posto della vecchia scuola elementare chiusa da decenni avevano visto come una ferita nel paesaggio, vicinissimo alla pieve millenaria. Si erano poi fermati per la mancanza di risorse e per il patto di stabilità, croce dell'amministrazioni che vorrebbero investire. Ora il Comune appunto ci riprova, approfittando di un bando del mese scorso della Regione destinato ad opere già oggetto di contributi ma ancora non terminate. Con i soldi messi da parte e già in bilancio, 229 mila euro, il Comune al massimo sarebbe infatti riuscito a completare il rivestimento della facciata e gli infissi, ma non ci sarebbero state risorse per l'allestimento interno, il che significava non poter utilizzare il centro, e impossibile sarebbe stata anche la sistemazione del giardino. «Se dalla Regione arriveranno i soldi sperati, tutto potrà essere completato – spiega Drovandi -. Se ne arriveranno di meno, vedremo cosa fare». Il progetto prevede lavori ed acquisti per 575 mila euro (150 mila riguardano allestimento ed arredi), che si aggiungono ad almeno altri 400 mila già spesi, anch'essi per due terzi finanziati dalla Regione. «Una cosa è certa – sottolinea l'assessore – Il Comune potrà mettere 230 mila euro, quelli già a bilancio, non di più». Ma come sarà il nuovo centro e cosa ne è stato del gruppo di studio annunciato dopo la protesta dei cittadini, per cercare di ridurne l'impatto? «Le facciate saranno un po' ad intonaco, un po' a pietra e un po' con verde verticale» conferma Drovandi. Serviranno a mimetizzare l'edificio. (w.f.)

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