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«Diagnosi sbagliata» e la paziente morì Medici a giudizio

PRATO. Uno non avrebbe diagnosticato in tempo una malattia rara, che poi si rivelerà letale, l’altro non avrebbe disposto l’immediato ricovero nel reparto di Rianimazione, non rendendosi conto della...

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PRATO. Uno non avrebbe diagnosticato in tempo una malattia rara, che poi si rivelerà letale, l’altro non avrebbe disposto l’immediato ricovero nel reparto di Rianimazione, non rendendosi conto della gravità delle condizioni della paziente. Per questo due medici in servizio all’ospedale di Prato, il primo nel reparto di Malattie infettive, il secondo anestesista rianimatore, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidi colposo.

Lo ha deciso ieri il giudice dell’udienza preliminare D’Addario nel procedimento a carico dei due medici, difesi da Manuele Ciappi e Piero Cerruto.

All’origine dell’inchiesta, ora in mano al pubblico ministero Laura Canovai, c’è la morte di una paziente, Dania Nardi, deceduta nel 2006 a soli 43 anni al “Misericordia e Dolce” .

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, e denunciato dai familiari della donna (assistiti dall’avvocato Ugo Fanti), Dania Nardi sarebbe stata affetta dal cosiddetto “morbo di Still”, una variante dell’artrite reumatoide che può avere anche conseguenze mortali e dovrebbe essere trattata con una terapia a base di cortisone, ma il medico dell’ospedale a cui la donna si era rivolta non avrebbe fatto una diagnosi corretta e il cortisone non sarebbe stato somministrato.

La paziente fu visitata il 9 agosto del 2006, fu poi ricoverata due giorni dopo e morì il 30 agosto dello stesso anno.

I familiari non si sono rassegnati alla sua perdita e hanno puntato l’indice contro i medici che, secondo loro, potevano fare di più per curarla e forse anche salvarla.

L’inchiesta è stata lunga e approfondita, ma non è arrivata a qualche certezza. Prova ne sia il fatto che in prima battuta la Procura aveva chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti dei due medici, ma i familiari della donna si sono opposti e il caso è tornato davanti al giudice dell’udienza preliminare, che ieri ha deciso per il rinvio a giudizio dei due medici. Il processo inizierà il prossimo 29 gennaio davanti al collegio del Tribunale.

Paolo Nencioni

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