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Prato

Iva per cassa, finalmente buone notizie

Iva per cassa, finalmente buone notizie

La norma entrata in vigore il primo dicembre consente di versare l’imposta al momento dell’incasso del corrispettivo

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PRATO. Un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo in avanti per le imprese. Parafrasando una famosa citazione, potrebbe essere questa la sintesi di quanto accaduto con l’entrata in vigore, lo scorso 1 dicembre, della norma cosiddetta “Iva per cassa” contenuta nel Decreto sviluppo. Una successo che porta la firma anche di Confartigianato che da due anni si batte per portare a casa una vittoria in questa battaglia. Cosa cambia? Se per incassare una fattura a volte ci vogliono mesi e numerose sollecitazioni, per lo meno adesso, a differenza di quanto accadeva finora, è possibile versare l’imposta Iva al momento dell’incasso del corrispettivo. Una manna dal cielo per molte imprese che, specie in momenti di crisi come questo, hanno problemi di liquidità. «Si tratta di un’opportunità per molti imprenditori – commenta Stefano Crestini, dirigente di Confartigianato Prato – poiché il nuovo regime di Iva, introduce il versamento dell’imposta solo dopo l’incasso della fattura emessa a certificazione del credito per il lavoro svolto. Che si sia riscosso oppure no, non si è costretti più a versare l’imposta entro la data naturale di scadenza».

La misura risulta ad oggi più che mai importante per restituire ossigeno alle pmi che soffrono di una situazione quasi paradossale: da una parte vittime dei ritardi dei pagamenti che colpiscono indistintamente tutte le aziende del distretto senza risparmiare alcun anello della catena; dall’altra, costrette a pagare l’Iva allo Stato su fatture che non sono nemmeno sicure di riscuotere. In questo senso, prevedere il versamento al momento dell’effettivo pagamento da parte dei debitori, rappresenta, secondo l’associazione di categoria Confartigianato, una misura concreta nella direzione della crescita e dello sviluppo. Il regime Iva appena introdotto è esteso a tutte le imprese con volume di affari fino a 2 milioni di euro, ciò significa che la stragrande maggioranza delle piccole imprese del territorio, comprese quelle del comparto edile, potranno beneficiarne. «Nel caso di richiesta di un finanziamento – aggiunge Crestini che anche imprenditore edile – questo regime consente di portare le fatture in banca e farsele scontare senza anticipare l’imposta. Sarebbe utile semmai andare nella direzione dell’autocertificazione, perché anche se il provvedimento rappresenta un passo in avanti importante,si deve riuscire a semplificare il più possibile le procedure per aiutare il sistema delle imprese».

Non finisce qui. Confartigianato sta preparando già la prossima mossa per mettere a segno un altro colpo. Il prossimo passo sarà quello di estendere il principio della cassa anche alla determinazione del reddito d’impresa anche alla determinazione del reddito d’impresa degli imprenditori che operano in contabilità semplificata.

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