Il Tirreno

Prato

In banca nasce uno sportello per i cinesi

In banca nasce uno sportello per i cinesi

BpVi di via Filzi: inaugurazione con Zonin e l’ambasciatore, ma non è stato rinnovato il contratto a un’impiegata orientale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Mancheranno solo le lanterne rosse, ma sarà comunque uno sportello dove i clienti cinesi si sentiranno a casa quello che la Banca popolare di Vicenza si appresta a inaugurare nella filiale Casarsa di via Filzi 74.

Un’inaugurazione in pompa magna, venerdì alle 11.30, presenti il presidente di BpVi Gianni Zonin e l’ambasciatore cinese in Italia Ding Wei, oltre alla console e alle principali autorità cittadine.

In realtà il “corner” su misura per i clienti orientali, che la banca definisce “Area operativa dedicata alla comunità cinese” è già lì da un anno, ma non era mai stato ufficialmente inaugurato. In questi giorni è stato fatto un restyling dei locali e tutto è pronto per il taglio del nastro. Domina il colore rosso e ci saranno scritte sia in italiano che in cinese mandarino. Un’operazione di immagine, com’è evidente, che strizza l’occhio alla clientela venuta da Wenzhou e che rappresenta una fetta sempre più importante per le filiali che lavorano lungo l’asse di via Filzi e via Pistoiese, ma non solo (anche al Macrolotto la percentuale di clienti orientali è molto alta).

Non sono ancora disponibili le cifre sulla raccolta riferita ai correntisti cinesi. I numeri verranno resi noti venerdì in occasione del taglio del nastro. Dalla sede centrale di Vicenza fanno sapere che il “corner” pratese della filiale di Casarsa è il primo nel suo genere in Italia. Più che uno sportello, è un box dentro al quale i correntisti orientali dovrebbero sentirsi più a loro agio. Non sarà insomma uno sportello preferenziale, a scapito di tutti gli altri clienti, ma una rappresentazione visiva di una banca che vuol essere più vicina a una parte dei suoi clienti che arrivano dall’altra parte del mondo.

La concomitanza della presenza dell’ambasciatore cinese a Prato, che sancirà il matrimonio tra la Beste e un’azienda cinese (vedi articolo in basso), è stata un’occasione che BpVi ha preso al volo per dare maggiore prestigio all’inaugurazione dell’area dedicata agli orientali.

Ma ogni medaglia ha due facce. E nel caso del nuovo sportello di via Filzi, oltre a quella patinata del nuovo “corner”, c’è anche l’altra delle difficoltà di chi ha un lavoro precario. Finora allo sportello hanno lavorato due dipendenti della banca che parlano cinese. La prima è un’italiana, laureata in cinese mandarino, che c’è ancora. L’altra è una giovane cinese che aveva un contratto a tempo determinato. Dicono che sia stata molto apprezzata anche dai colleghi, ma nei mesi scorsi è rimasta incinta e alla scadenza dello scorso 7 novembre il suo contratto non è stato rinnovato. Dunque non sarà lei a fare gli onori di casa all’ambasciatore Ding Wei. Ci sarà invece un altro cinese che è stato pescato dalle liste delle agenzie interinali, anche lui presumibilmente a tempo determinato. Le motivazioni del mancato rinnovo del contratto alla dipendente cinese a tempo indeterminato ufficialmente non hanno a che vedere con la sua maternità, e del resto nessuna azienda lo metterebbe nero su bianco. La Banca popolare di Vicenza, richiesta di un commento sul caso della dipendente cinese, ha fatto sapere che in queste ore verrà rilasciato. Al momento, dunque, si tratterebbe di un fisiologico mancato rinnovo del contratto, come accade a molti lavoratori precari.

La giovane cinese avrebbe già detto di non voler iniziare una vertenza nei confronti della banca. Ha preso atto della situazione e, finita la maternità, cercherà lavoro altrove. L’unica cosa certa è che nei suoi confronti non sono state mosse critiche riguardo al rendimento sul luogo di lavoro nei dodici mesi durante i quali è stata presente nella filiale della Banca popolare di Vicenza di via Filzi.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa