Il Tirreno

Prato

Rapina alla tabaccheria E’ la seconda in due mesi

Tobbiana: il negozio di Giovanni Petracchi era già stato assaltato a settembre Un testimone dice di aver visto una pistola col silenziatore. Bottino di 5.000 euro

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Ha fruttato circa 5.000 euro in contanti la rapina messa a segno ieri sera intorno alle 18,20 ai danni della tabaccheria di Giovanni Petracchi, in via per Casale 3, a Tobbiana. Due banditi armati di pistola (un testimone sostiene che l’arma avesse un silenziatore) hanno fatto irruzione nel locale e dopo aver minacciato il titolare e un cliente sono fuggiti a bordo di una Fiat Punto, ora ricercata da polizia e carabinieri.

Due rapine in meno di tre mesi: questa la sorte toccata a Giovanni Petracchi. L’altro colpo fu tentato lo scorso 21 settembre, quella volta in pieno giorno, alle 12, e fu molto particolare perché il bandito, casco integrale in testa e pistola alla mano, mise una grande paura al tabaccaio, che si rifugiò nel retrobottega insieme alla sua dipendente, ma prima di farlo lanciò una mazzetta di banconote contro il rapinatore.

Uscendo dal retrobottega, qualche minuto più tardi, non si aspettava certo di ritrovare la mazzetta dei soldi nel cestino dei rifiuti, come in effetti avvenne. Il bandito forse ebbe paura di una trappola e preferì lasciar perdere. Ma pochi minuti dopo si era già rifatto: andò a rapinare la Tabaccheria Tofani di via Matteo degli Organi e in quel caso fu meno schizzinoso con l’incasso.

Per niente “choosy” invece (come direbbe il ministro Fornero) sono stati i due banditi che ieri sera si sono presentati davanti alla tabaccheria di Tobbiana. Al momento dell’irruzione hanno trovato il titolare Giovanni Petracchi insieme a un cliente.

«Uno mi ha puntato la pistola alla testa e poi mi ha dato una spinta facendomi cadere a terra» racconta Petracchi, ancora un po’ scosso.

Uno dei banditi indossava una felpa con la scritta “Praga” e la bandiera della Repubblica Ceca, ma non è stato possibile capire se fossero italiani o stranieri.

Subito dopo la fuga dei due rapinatori il tabaccaio ha dato l’allarme al 113 e sul posto sono arrivate le volanti e gli uomini della squadra mobile, che per prima cosa hanno visionato le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. Non è detto che siano utili a rintracciare i due banditi perché aveva entrambi il volto parzialmente coperto.

Insieme ai carabinieri, la polizia si è messa sulle tracce dell’auto usata dai rapinatori, forse una vettura rubata, che però non è stata ancora ritrovata.

Resta da capire, se il particolare risulterà confermato, che bisogno avessero i rapinatori di usare una pistola munita di silenziatore. Non è escluso che si tratti di un’arma giocattolo (anche se dopo la rapina al Brico di via Mozza sul Gorone, in cui è stato esploso un colpo, bisogna fare molta attenzione), che il silenziatore doveva rendere un po’ più credibile.

In realtà un rapinatore di tabaccherie non ha alcun bisogno del silenziatore, a meno che non voglia davvero sparare a qualcuno. (p.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa