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massimo logli

«Nessuna sconfitta d’apparato, bocciata questa politica»

PRATO. Massimo Logli (bersaniano) chi ha vinto? «A Prato ha vinto Renzi, nessuna difficoltà a dirlo, sono numeri. Ma basta dire che è stata sconfitta la classe dirigente di questa città o la...

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PRATO. Massimo Logli (bersaniano) chi ha vinto?

«A Prato ha vinto Renzi, nessuna difficoltà a dirlo, sono numeri. Ma basta dire che è stata sconfitta la classe dirigente di questa città o la segreteria. Prima di tutto perché in segretaria ci sono dei renziani e poi perché anche Carlesi rappresenta, mi pare, l’apparato».

Sì ma ha vinto.

«E allora diciamo che una parte di classe dirigente ha vinto e un’altra ha perso».

Perché?

«Evidentemente perché in Toscana il messaggio di Renzi è passato con più forza perché c’era più bisogno. In Toscana, ma come nel resto d’Italia, una gestione oligarchica non paga più. L’ha capito e l’ha detto Bersani e con la spinta di Renzi si è arrivati alla fine a confluire in un approdo comune. Non si tratta di una sconfitta d’apparto ma di un modo di fare politica».

Le istanze dei renziani di Prato saranno tenute in considerazione?

«Io credo proprio di sì a patto che si parli di temi e di programmi e non di diatribe su poltrone o di contrasti tra correnti il cui senso davvero sfuggirebbe alla nostra gente».

Che giudizio dà sulle primarie?

«Sono importantissime, imprescindibili. E’ evidente che un elettorato maturo chiede di mettere in discussione la classe dirigente che andrà a rappresentarlo ogni passaggio politico significativo. E così bisogna che sia».

Anche per i parlamentari?

«Anche per loro. Penso che sarà necessario consultare la gente. Sono assolutamente d’accordo con Bersani quando dice che bisogna iniziare a fidarsi di più delle persone».

Che ne dice delle regole istituite per le primarie?

«Sono andate bene anche se credo sia necessario, per le prossime volte, andare a una messa a punto».

Cioè?

«Non mi ha convinto la riapertura parziale al secondo turno: o si riapre o non si riapre altrimenti si rischia di creare confusione. Sia chiaro che le regole ci devono essere è solo lo strumento che va registrato».(c.o.)

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