Il Tirreno

Prato

Luci spente al Caffé delle Logge

di Maria Lardara

Il locale è chiuso ufficialmente per “lavori di ristrutturazione” ma si parla di nuovi soci

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PRATO. È destinato a essere un caffè amaro, quello servito all’ombra delle logge di via Ricasoli. Vetrine al buio, i tavolini spariti dalla piazzola antistante, il deserto al bancone. E la saracinesca giù da quasi una settimana: il vuoto lasciato dallo storico caffè è troppo evidente per non notarlo lungo il corso illuminato dai primi bagliori natalizi. La potremo definire la “maledizione” del Caffè delle Logge. Perché quel locale di proprietà comunale, restituito all’antico splendore nel 2004 con un costoso intervento di recupero che voleva rendere giustizia al vecchio caffè letterario caro a Malaparte, non ha mai trovato pace, alternandosi di gestione in gestione. L’ultima, affidata dal marzo 2011 alla società “C’è srl”, in mano a Elena Belli e Chiara Giardi (rispettivamente moglie e sorella del consigliere comunale Enrico Giardi), era subentrata all’Italy Take Away di Andrea Raugia che nel marzo 2010 si aggiudicò il bando del Comune per la gestione del ristorante-bar con un canone annuale di 22mila euro. Ma non arrivò nemmeno a Natale e il Comune rischiò di riprendersi le chiavi di un immobile di pregio sfitto nel palazzo che fu progettato nell’Ottocento dal Valentini, quando erano in voga i caffè letterari.

Non ci fu bisogno di ricorrere a un bando nuovo perché la “C’è srl” che acquistò la ditta di Raugia fece risorgere il locale dopo nemmeno tre mesi di chiusura.

Destino che la storia del Caffè delle Logge debba essere travagliata. Bocche cucite da parte di Elena Belli (amministratore unico) che si lascia scappare poche parole. «Sono in corso dei contatti con altri potenziali soci ma niente ancora di firmato. Ufficialmente siamo chiusi per lavori di ristrutturazione e contiamo di riaprire entro Natale».

Al portone non c’è traccia di cartelli di lavori in corso. Del fatto che possa profilarsi a breve un passaggio di consegne o un allargamento di compagine societaria è al corrente l’assessore al Patrimonio Roberto Caverni. Fu il suo assessorato a predisporre un bando di gara snello, con una base d'asta dimezzata rispetto a quello precedente (2004-2009) per scommettere sul rilancio del locale. A cura del concessionario c'erano le spese per l’allestimento e gli arredi, secondo un piano d’ammortamento annuale in relazione ai costi sostenuti.

Secondo indiscrezioni, la “C’è srl” starebbe cercando di rientrare negli investimenti, valutando se allargare la società. In quest’ultimo caso, il Comune non sarebbe costretto a ripetere il bando prima della naturale scadenza nel 2019. Qualora l’azienda decidesse di restituire le chiavi al Comune, cessando l’attività, invece avrebbe diritto al rimborso delle spese sostenute (manutenzione, arredo, allestimento) per il locale di proprietà dell’amministrazione.

«Eppure il Caffè delle Logge avrebbe grandi potenzialità, soprattutto in vista della riapertura del Museo Civico con il quale avrebbe un collegamento interno – osserva Caverni -. Fossi nei panni del gestore, darei un taglio più culturale a quel locale, con eventi come mostre e presentazioni di libri. Forse sarebbe anche da ripristinare il vecchio ingresso da via Ricasoli per aumentare la visibilità».

Per cinquant’anni i pratesi non misero piede nel Caffè delle Logge. La sua rinascita, nel 2004, non avvenne sotto una buona stella. Nei confronti dell’Antica Sosta degli Aldobrandini, la società fiorentina che si aggiudicò il primo appalto nel 2004, il Comune accumulò un credito di 25mila euro mai riscosso.

Piuttosto che lasciare il locale vuoto a cavallo delle feste natalizie, a fine 2009 l’amministrazione decise di darlo in affidamento temporaneo all’Opera Santa Rita per fini benefici, fino all’ultima edizione del bando.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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