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Cautillo: «Nulla sarà più come prima»

Il dopo-voto a Montemurlo, i renziani chiedono primarie per sempre. Fronzoni frena: «Pensiamo ad andare al governo»

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MONTEMURLO. C'è chi dice che non cambia nulla e chi invece spiega che niente dovrà essere più come prima. Il giorno dopo il ballottaggio che ha visto il candidato Matteo Renzi vincere ancora, come nel resto della Toscana, a Montemurlo i sostenitori dei due candidati leader del centrosinistra rimangono ognuno ancorato alle proprie posizioni. Il fatto che Bersani abbia vinto ovunque tranne che in Toscana, sembra legittimare a fare della Regione il cantiere adatto per la linea promossa da Renzi. «E' vero che in Italia ha vinto Bersani ma il risultato toscano, e quindi montemurlese di Renzi non fa altro che certificare il completo distacco tra i vertici del Pd e la sua base elettorale – spiega Andrea Cautillo, consigliere Pd e sostenitore della prima ora del sindaco di Firenze – Per questo diciamo che niente potrà essere più come prima: a Montemurlo il Pd deve fare un esame di coscienza per vedere quali errori sono stati commessi in passato per arrivare a questi risultati». L'obbiettivo, per i tanti renziani montemurlesi, è quello di utilizzare lo strumento delle primarie ogni volta che ce ne sia bisogno. «Anche perché – spiega il vicesindaco Ciolini – è vero che nel mezzo avremo un congresso che potrebbe far cambiare molte cose, ma è soprattutto il regolamento del partito che lo permette: se il 15% degli iscritti chiede le primarie, le primarie di fanno». Gilda Fronzoni però, segretario del Pd montemurlese, tira il freno a mano: «Il voto toscano e anche quello montemurlese è un segnale importante e una ricchezza che adesso dobbiamo impegnarci a non disperdere – dice – Non mi piacciono le equivalenze, anche perché ci saranno altri momenti per valutare l'operato politico locale. Adesso impegniamoci per andare al governo a livello nazionale e per rimanerci a livello locale. Soprattutto – conclude – C'è bisogno che il partito sia unito, proprio come ci ha consigliato l'elettore che domenica ha scritto sulla propria scheda “restate uniti”».

Alessandro Pattume

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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