Il Tirreno

Prato

Traslocano deposito e officina di Cap

di Maria Lardara
Traslocano deposito e officina di Cap

Inaugurate le strutture in via del Lazzaretto, 6 le assunzioni. Sui terreni di via Livi 130 appartamenti per i lavoratori

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PRATO. La buona notizia è che da gennaio i polmoni dei residenti di via Carlo Livi torneranno a sorridere, per l’addio di Cap al vecchio deposito: dalle sue ceneri sorgeranno 130 appartamenti per le famiglie dei soci lavoratori e lavoratori in pensione. La cattiva, invece, è che gli abitanti di via delle Badie dovranno convivere, almeno per i prossimi due anni, con un centinaio di mezzi pesanti al giorno intorno alle loro villette. Invece Cap, ieri mattina, ha stappato lo spumante. Una festa condivisa con tutto il popolo della cooperativa pratese che dal 1945 impiega centinaia di persone (oggi quasi 600 in tutto il gruppo), fattura qualcosa come 40 milioni d’euro (da sola come cooperativa) e con prospettive di crescita fuori confine visto che, sempre ieri, ha debuttato a Firenze con “Ataf Gestioni srl” (in cordata con Busitalia e Autoguidovie), raccogliendo l’eredità di Ataf. Motivo della festa: il nastro del deposito “provvisorio”, con i locali annessi dell’officina e i parcheggi per 120 bus (su un parco mezzi di 280), per un totale di 2mila metri quadri di edificato, dove Cap si sta trasferendo. Per dirla con il presidente Giuseppe Gori, è «un sogno che si realizza dopo vent’anni».

Una soluzione temporanea che intanto all’azienda è costata un investimento di circa 8 milioni di euro su una superficie di 28mila mq di terreno (l’edificato è di 2mila mq), ben sapendo che nel giro di due anni da lì dovranno fare i bagagli, una volta cioè che sarà pronto il “vero” e unico deposito in via del Porcile per il quale nel luglio scorso è stata approvata una variante al regolamento urbanistico con relativo progetto. Che la cooperativa sia di passaggio alle Badie, su quel terreno la cui destinazione urbanistica è in parte d’uso produttivo, in parte commerciale, lo dimostra anche la sistemazione degli uffici nei container. «Un immobile moderno e proiettato nel futuro, anche se provvisorio. Mi sento di tranquillizzare i cittadini della zona: i dieci distributori di gasolio che abbiamo sistemato non hanno cisterne interrate». Gori dispensa così rassicurazioni per residenti e comitati che, ai tempi della giunta Romagnoli, alzarono barricate contro il progetto del deposito, temendo un impatto devastante sul piano ambientale e sulla falda dei terreni. Il definitivo deposito si farà, ma nella nuova localizzazione di via del Porcile con il semaforo verde del Comitato delle Badie, nemico da sempre dell’opera nel proprio quartiere. Secondo la tabella di marcia, legata all'accordo siglato tra l’azienda e il Comune nel dicembre 2011, si dovrebbe procedere con gli espropri dei terreni da parte dell’amministrazione. Siccome però Cap rimaneva pur sempre proprietaria dei terreni alle Badie e i tempi stringevano per il trasloco del deposito da via Carlo Livi per permettere l’investimento immobiliare da parte di Cap Casa srl (i lavori partiranno a primavera), era stato trovato un compromesso con l’amministrazione, non esente da sacrifici per la coop (che a sua volta dovrà mettere mano al portafoglio per l’opera in via del Porcile). «In momenti di crisi, siamo tra le poche aziende che continuano a investire: Prato ci deve qualcosa, la politica non deve ostacolarci - fa osservare Gori - Smettiamo tutti di piangerci addosso». A proposito di investimenti, nell'ampio capannone cui ha dato la benedizione il parroco delle Badie don Petri, si potevano ammirare due pullman nuovi di zecca utilizzabili per corse extraurbane, mentre in vista dell’apertura dell’officina sono state assunte sei persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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