Sicurezza
Su 1700 richieste di voto ne sono state accettate 33
Bugetti: «Non sciupiamo questo bel momento di rinnovamento» Biffoni: «Coraggio e niente confusione», Lulli: «Cambiamento possibile»
PRATO. Estremamente rigidi ma con quel tocco di buona volontà che non guasta. Il comitato provinciale pratese (Marco Sapia, Vincenzo Branciforti, Sandro Malucchi) su circa 1700 nuove richiesta di voto per il ballottaggio tra il rottamatore e il segretario nazionale Pd fissate per oggi, delle quali quasi duecento avanzate da persone che si sono presentate fisicamente nella sede del comitato elettorale in via Carraia, ne ha accolte 33 (1,9%) tra Prato e provincia. Un lavoro di scrematura proseguito dalle 20 di venerdì, orario del chiusura dell’ufficio elettorale, fino alle due del mattino di sabato.
Scartate senza alcun ripensamento - come era ovvio avvenisse - le mail “seriali”, quelle cioè che col bombardamento telematico hanno intasato il sito, tutte dal testo identico, alcune inviate da nomi fantasiosi (tipo Paperino) altre con sigle cifrate. Eliminate anche le mail senza un giustificativo serio allegato (su 1500 ne sono state accettate 7) e tutte quelle richieste fatte presentandosi personalmente ma senza la “pezza d’appoggio” (26 accettate su 200 ricevute). Insomma, dire, come è successo: «Domenica scorsa ho partecipato alla sagra del fungo» non ha convinto i saggi. Che però, dimostrando un di più di buona volontà, accettando, tra gli altri, 4 giovanissimi che hanno compiuto 18 anni tra il 25 novembre data della prima tornata e il 2 dicembre - oggi - giorno del ballottaggio. Loro, che al primo turno non hanno potuto esprimere la preferenza perché ancora minorenni, oggi invece potranno darla. Tutti coloro che per mail o di persona non hanno ricevuto l’ok al voto dal comitato provinciale, non dovranno presentarsi alle urne. Chiara la linea espressa da Sapia, Branciforti e Malucchi: «Tutti quelli che non hanno ricevuto una risposta dal coordinamento provinciale - spiegano i saggi - si devono ritenere non ammessi alla registrazione e quindi al voto». Un concetto che ripete anche la segretaria Pd Ilaria Bugetti, bersaniana: «Non sciupiamo tutto - dice - cavillando sull’interpretazione delle regole che ci sono e devono valere per tutti. Teniamo alto il valore di questo bel momento di rinnovamento forte, che verrà ascoltato, guidato e proprio per questo non deve essere sciupato». Di regole «che sono quelle che sono ma vanno rispettate fino in fondo» parla anche Matteo Biffoni, uno dei leader pratesi di Renzi. «Chi non è stato accettato non si presenti - continua - Oggi è il momento di dimostrare, senza confusione, quanto coraggio si ha. L’ottimo Bersani rappresenta la conservazione dello status quo. Renzi il cambiamento da fare ora o mai più. Coraggio e che Dio ce la mandi buona». Un appello lo lancia Andrea Lulli in una lettera nella quale spiega perché ha scelto Bersani: «Bersani rappresenta l'occasione del cambiamento di cui questo Paese necessita. Cambiamento profondo, accompagnato con la necessaria saggezza, con la voglia di includere tutte le energie sane e di valorizzare le competenze per il risanamento e la crescita dell'Italia, nostro bene comune. Capisco - continua - la voglia di tanti di trovare una scorciatoia liberatoria a situazioni di degrado della vita pubblica e comprendo la voglia dell'adesso "via tutti" ma, mi permetto di osservare, quando si afferma che tutto deve cambiare, accade che "nulla cambia". Io invece penso - conclude - che con la fatica quotidiana della politica e con la saggezza dell'esperienza, possiamo dare il segno che il cambiamento può essere più di una speranza».
Cristina Orsini
Altri servizi alle pagine 2,3 e 5
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