Italia
La società pratese rileva Ataf con due big
Passa in mano laniera il 25% delle quote, Gori nominato consigliere del presidente Mazzoncini
PRATO. C’è un autobus che la pratese Cap ha saputo agganciare nei mesi scorsi, insieme a due "big" del trasporto pubblico locale: le società Busitalia (proprietà Ferrovie) e Autoguidovie.
Si chiama Ataf e da ieri porta la cooperativa pratese nelle braccia della città gigliata, in virtù del 25% di quota all’interno della cordata che ha rilevato l’Ataf così privatizzata.
«Vincendo in cordata la gara fiorentina ci sentiamo già dentro la Città metropolitana - sottolinea il presidente della Cap Giuseppe Gori - L’aver rilevato Ataf ci dà anche stimolo per ripensare e incrementare i servizi di trasporto in un’ottica metropolitana, puntando su nuovi collegamenti tra Prato e Firenze».
La patata bollente di Ataf, ovvero l’occupazione e il destino degli oltre mille dipendenti alle prese con lo spauracchio esuberi, dà qualche pensiero al presidente.
«Escludo che possa esserci un passaggio di lavoratori a Prato alle dipendenze di Cap. La situazione è delicata e complessa anche perché si prospetta un’altra partita che è quella della gara europea per il servizio di Tpl locale in Toscana».
Il pratese Gori, già presidente di Cap, è entrato nella compagine della società nata dalle ceneri di Ataf (il nuovo nome è Ataf Gestioni srl) come uno dei due consiglieri del presidente Renato Mazzoncini in quota Busitalia mentre Alberto Banci (direttore di Cap) è diventato procuratore nella gestione d’esercizio della nuova società.
I pratesi insomma faranno sentire la loro voce nella sfera del Tpl a Firenze. E non solo in quel caso.
Un altro treno (anzi, autobus) attende Cap, il cui nome figura nella rosa delle sette società che hanno manifestato interesse per la gara unica regionale dal valore di tre miliardi di euro per nove anni (previsto il passaggio al gestore unico in Toscana).
Anche in questa circostanza Cap non scenderà da sola in campo, avendo unito le forze con alcuni soggetti tra i quali Ctt (Compagnia toscana trasporti), la pistoiese Copit, Tiemme (Siena e Grosseto) e Busitalia, tutti riuniti in “Consorzio Toscana in bus”.
«Attendiamo l’uscita del capitolato di gara – aggiunge Gori - E’ chiaro che gli equilibri della nuova fase di Ataf dipenderanno dagli esiti di questa partita».
Infine, una curiosità. Dal trasporto fiorentino si può prendere esempio a Prato se si tratta di iniziative che funzionano. E infatti Cap sta progettando l’installazione di pannelli telematici alle pensiline per informare i cittadini dei prossimi passaggi dei bus, come quelli che esistono già a Firenze. (m.l.)
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