Proteste
Internet a singhiozzo nasce un comitato
I residenti di Montepiano hanno creato un gruppo su Facebook per esprimere il proprio disagio ma anche per trovare insieme delle soluzioni
VERNIO. Potrebbe sembrare un controsenso, invece utilizzare gli strumenti della rete per denunciare la mancanza di banda larga e la lentezza del segnale, si è rivelata una giusta idea. Un gruppo di abitanti di Montepiano, ha così creato la pagina http://www.facebook.com/InternetAMontepianoToscana con lo scopo di condividere valutazioni, riflessioni, lamentele, ma anche di pensare a soluzioni utili per risolvere il problema. «Ci siamo rimboccati le maniche facendo appello alla comunità che fa rete - spiega Giuseppe Campale- abbiamo cercato di capire chi ci può aiutare, confrontandoci anche con altre realtà disagiate come la nostra che ci hanno spiegato come hanno fatto a realizzare soluzioni efficaci ed efficienti per avere internet più veloce e funzionale, sia per le utenze private sia per le aziende». La connessione internet a Montepiano è un problema molto sentito, sono in 40 gli iscritti alla pagina e venti le persone da cui è partita l’idea, e nasce dalla mancanza della banda larga. «Dopo aver avuto un incontro, la scorsa estate, con un operatore telefonico – spiega Campale – abbiamo cercato di capire attraverso un’analisi di fattibilità se era possibile avere e gestire in proprio, come cittadini, una rete Mesh e contemporaneamente sia di valutare l’idea di creare un comitato per gestire il dialogo con gli enti, sia di relazionarci con la Pro Loco per capirne le eventuali sinergie». L’altro interlocutore è il gestore di telefonia che, attraverso la collaborazione dell’ Unione dei Comuni, sarà sollecitato a risolvere il problema, non solo nella frazione ma in tutta l’alta Val di Bisenzio, dove il segnale è debole. «Il nostro punto di partenza – continua Campale - è la convinzione che la connessione in banda larga è un servizio universale come l’acqua e il gas e quindi erogabile anche a Montepiano». Del resto i membri del gruppo si pongono tre fondamentali domande, a cui vorrebbero avere una risposta. «Perchè la Montagna deve rimanere isolata dalla rete e dal resto del mondo? Perchè le istituzioni o non ci vedono o non ci sentono o comunque non si curano di noi? Perchè l'arretratezza delle infrastrutture deve sempre venire sostenuta dal cittadino?” I simpatizzanti del gruppo sono in costante crescita e ciascuno porta un suo contributo all’ interno della pagina, proponendo soluzioni, chiedendo informazioni o segnalando disfunzioni. Ora l’obiettivo è di arrivare a 100 iscritti, numero sufficientemente interessante per le compagnie telefoniche che potrebbe anche rivedere costi e modalità del servizio fino ad ora erogato.
Alessandra Agrati
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