Il Tirreno

Prato

Armi in pugno, rapina al negozio Brico

di Ilenia Reali
Armi in pugno, rapina al negozio Brico

All’orario di chiusura entrano in tre col passamontagna: se ne vanno sparando un colpo in aria. Bottino da 17mila euro

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PRATO. I dipendenti del centro commerciale Brico di via Mozza sul Gorone angolo via Targetti già pregustavano la cena. Il negozio stava chiudendo (erano le 20 passate), le ultime cose da sistemare, i clienti erano già usciti tutti.

Tre uomini, con i passamontagna calati sul volto, sono entrati all’interno del negozio. Erano in tre. Probabilmente italiani. Le parole d’ordinanza: “Questa è una rapina”. In pugno un piccolo fucile e una pistola. “State fermi e non vi succederà niente”.

La paura. Le gambe che tremano. La consegna dell’incasso del giorno: ben 17mila euro.

Sembrava tutto finito. I rapinatori avevano già preso la via di fuga quando dalla pistola è partito un colpo verso l’alto (la registrazione delle telecamere dirà se inavvertitamente o per avvertire di non muoversi). Il proiettile ha urtato contro il tetto del negozio ed è rimbalzato in terra andando a cadere proprio sul tappetino che augura il benvenuto.

Nel negozio c’era il gelo. Presenti una manciata di persone e fuori un venditore ambulante che passa le sue giornate proprio all’ingresso di Brico.

Negli occhi del ragazzo c’è stato il gelo. «Hanno sparato. Hanno bucato il tetto», conferma con il suo italiano imperfetto.

I tre sono saliti sugli scooter con cui erano arrivati. Uno si è inceppato, questo almeno in base al racconto dei testimoni e al faro ancora acceso dello motorino, rubato, abbandonato a lato dell’ingresso.

Sono saliti in tre sullo stesso mezzo e si sono dati alla fuga.

La pistola l’hanno abbandonata in terra. E’ caduta mentre il terzo uomo saliva con gli altri due su un solo scooter? Probabile.

La pioggia battente del resto non aiutava. Anche dopo la rapina quella pistola, una 765, si vedeva a malapena.

E’ arrivato quindi il tempo dell’allarme.Dell’arrivo della polizia e della scientifica per fare tutti i rilievi.

I parenti dei dipendenti sono arrivati a vedere se tutto era a posto. Nessun ferito, solo tanta paura.

Sono scattate le ricerche su tutto il territorio e poi la fase della raccolta delle testimonianze.

«Ecco. Siamo in un bel mondo. Fosse per me una volta presi butterebbero via la chiave», il commento del padre di una delle commesse a paura finita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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