Finanza
Ricetta e pillole in mano Ecco perché non ho votato
In quasi 1.500 chiedono alla coalizione di partecipare al ballottaggio E, come dice la signora Mariapia nella sede del Pd, «che Dio ce la mandi buona»
PRATO. Sono quasi 1.500 di pratesi che hanno chiesto di votare al ballottaggio dopo aver saltato di netto la registrazione al primo turno. Di questi solo 130 lo hanno fatto di persona, tutti gli altri hanno inviato una email. Giovedì c'è stata una grande affluenza, mentre ieri sono state soprattutto donne quelle che si sono presentate in via Carraia. «Guardi che viso, si vede ancora l'effetto del cortisone – comincia Mariapia – Io sono anziana e qualche acciacco ce l'ho. Domenica scorsa avevo la febbre a 39 e così oggi ho portato il certificato medico e le ricette perché voglio votare. E che Dio ce la mandi buona». La signora ci mette poco a spiegare l'invocazione al Padreterno. «Perché io voto Renzi – dice - ho speranza per voi giovani e Bersani non mi dice nulla». In strada, davanti al portone aperto, c'è chi si ferma per qualche istante chiedendosi se sia quello il posto giusto o meno. C'è anche chi prosegue per qualche decina di metri, torna indietro e comincia a guardarsi intorno finché non compare qualcuno che gli sappia indicare la strada. Fanno così anche due ragazzi poco più che maggiorenni: salgono le scale, entrano nella sede del Pd e se ne vanno subito perché non hanno con loro il certificato elettorale. Tomas invece dice di essere tornato da Londra in settimana e che non ha potuto votare al primo turno perché impegnato nei preparativi per il matrimonio. «La colpa è certo mia che in venti giorni non ho trovato una sera libera per registrarmi alle primarie – spiega – Però tra una cosa e l'altra non ci sono riuscito e adesso spero proprio di votare». C'è un clima sereno nella sede del Pd. I volontari accolgono i pratesi con cordialità, spiegano loro come riempire il modulo e cercano di rispondere come meglio possono alle domande. Come quella che pone Tania. «Io mi sono registrata online al primo turno ma poi domenica scorsa non sono riuscita a votare e non ho nemmeno stampato la conferma di registrazione. Spero che mi chiamino». Secondo le regole sarà dura per lei riuscire a votare. Anche perché, le spiegano i volontari, «non abbiamo più accesso ai dati di coloro che si sono registrati online per il primo turno». Intorno alle 18 arriva anche la moglie di un ex senatore. «Non sono riuscita a registrarmi al primo turno, così sono venuta oggi (ieri ndr) – racconta la signora Anna Santi– Io ho sempre votato la Democrazia Cristiana e mio marito è stato a lungo un senatore per lo stesso partito. Ho conosciuto tante brave persone e adesso sono qui perché non mi piace distruggere, voglio votare». Poi arriva una signora bionda, dal forte accento napoletano. Viene fatta accomodare, compila il modulo di richiesta e poi si informa su quando le verrà fatto sapere se potrà votare o meno. «Va bene, aspettiamo domattina allora – scherza infilando l'uscita - sennò sfasciamo il partito». Intanto, sul sito del Tirreno, già in 150 hanno votato per esprimere il proprio parere se le regole per l'accesso al voto nel ballottaggio sono giuste o sbagliate. Per il momento, la maggioranza è convinta che siano regole sbagliate perché sarebbe stato più giusto far votare più persone possibili.
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