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Prato

Pratilia, telefoni muti per un cavo tranciato Rabbia e sconcerto

Pratilia, telefoni muti per un cavo tranciato Rabbia e sconcerto

Disagi tra i residenti ma anche per gli esercizi commerciali «Il Bancomat non funzionava, abbiamo perso tanti clienti»

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PRATO. Appesi a un cavo. Così si potrebbe sintetizzare il black out totale della telefonia che per quasi tre giorni ha paralizzato via Fiorentina (lato dei numeri dispari), parte di via Ferraris e di via del Lazzaretto. Se gli abitanti hanno avuto disagi, visto che il telefono di casa era muto, è andata peggio ai numerosi commercianti che da mercoledì non hanno potuto lavorare. Anche la filiale della BpVi è rimasta chiusa. “Sede momentaneamente non operativa” si legge sul cartello appeso alla porta d’ingresso, ovviamente anche il bancomat inutilizzabile. «Siamo un punto di servizi per i cittadini – spiega Simone della Tabaccheria Fantini - Senza le linee telefoniche siamo stati praticamente fermi; niente T serve, niente giochi e neppure emissione di marche da bollo, ovviamente bloccato anche il pagamento delle bollette. Potevamo soltanto vendere sigarette. E’ stato oltre a un danno economico, anche un disagio per i nostri clienti che hanno fatto la spola più volte per vedere se il sistema era stato risistemato».

All’origine del guasto un cavo tranciato alla rotonda di via Fiorentina, qualche tempo fa era successo lo stesso inconveniente, dalla parte di Pratilia, al tempo i telefoni sono rimasti muti per quindici giorni. «Nessuno ci ha avvisato – sbotta Edoardo Dionisi - Potevano fare una comunicazione sui giornali, almeno mi sarei organizzato in modo differente, sono un consulente informatico e quindi la rete per me è essenziale, devo inoltrare una pratica velocemente ma è pesante e non riesco a spedirla con la chiavetta e basta». Gravi disagi anche per l’agenzia viaggi Last Minut Tour. «Lavoriamo principalmente sulla rete internet; voli e viaggi si prenotano soltanto sul web – spiega Davide Menici - Per due giorni siamo stati fermi, ne ho approfittato per fare le vetrine di Natale, ma sinceramente ne avrei fatto a meno». Situazione analoga all’agenzia di Tecnocasa, dove tutto il lavoro è condiviso sulla rete. Tra i conteggi dei danni anche i mancati clienti. «Siamo già in un momento di crisi - sottolinea Andrea di Art Fitness - se un cliente si decide a venire a comprare e non può pagare con il bancomat sicuramente non si reca in banca a prendere il contante, per me è un cliente perso». Sulla stessa lunghezza anche la Samanta Pietruzzi del negozio Dablue: «Giovedì pomeriggio sarebbe stata anche una giornata buona, sono venuti tanti clienti, ma non potendo pagare con il bancomat mi hanno chiesto di mettere da parte i vestiti. Sicuramente torneranno, ma per ora non ho incassato niente». E’ andata meglio a Massimiliano dell’ omonimo negozio di parrucchiere: «Lavoro solo per appuntamento e per fortuna in quei due giorni ero pieni, non avendo il bancomat non ho avuto grossi problemi».

Alessandra Agrati

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