Finanza
Magazzini e Lanigra alla guida di Deu e 118
PRATO. L’Asl 4 si vuole giocare tutte le carte per puntare ad ottenere la sede della centrale operativa unica dell’emergenza. Il primo passo è stato fatto ieri con la nomina di Simone Magazzini a...
PRATO. L’Asl 4 si vuole giocare tutte le carte per puntare ad ottenere la sede della centrale operativa unica dell’emergenza. Il primo passo è stato fatto ieri con la nomina di Simone Magazzini a direttore del Dipartimento emergenza urgenza e direttore dell’Unità operativa medicina e chirurgia di urgenza e accettazione Asl 4, e di Michele Lanigra a responsabile Unità funzionale 118. «Noi vogliamo rafforzare al massimo le nostre posizioni. La scelta fatta - ha spiegato il direttore generale Bruno Cravedi - consente una maggiore stabilizzazione di un servizio essenziale come gli interventi nell’emergenza. Magazzini e Lanigra lavorano da tempo fianco a fianco e continueranno a farlo. Il nostro obiettivo è quello di trovarci pronti quando si dovrà decidere, all’interno della dimensione di Area Vasta Centro (e questo dovrà accadere entro gennaio 2013), chi dovrà garantire il servizio della centrale operativa del 118. La legge finanziaria ha imposto alle regioni di razionalizzare questo servizio: in Toscana dalle dodici centrali, una per ciascuna Asl, si sarebbe dovuti passare ad una sola, come è già in Lombardia. La Regione Toscana ha deciso di assegnarne tre, una per ciascuna delle tre aree vaste. Prato è insieme a Firenze, Empoli e Pistoia. In questi giorni mi sto incontrando con gli altri direttori generali e col coordinatore, per mettere le basi del lavoro futuro. Uno dei primi obiettivi è quello di uniformare la risposta all’emergenza sanitaria. Non è giusto - spiega Cravedi - che un cittadino toscano debba ricevere un servizio di soccorso diverso sulla base del territorio in cui abita. In certi casi infatti intervengono ambulanze con medici e volontari, in altri volontari e infermieri, in altri ancora solo volontari. C’è necessità di omogeneizzare il servizio, non vogliamo che ci sia una diversità di soccorso. Occorre poi stilare un protocollo sulle modalità di intervento e quindi provvedere alla formazione e aggiornamento del personale». Secondo il direttore Cravedi l’ubicazione della sede della centrale unica operativa del 118, non prevista all’interno del nuovo ospedale, non costituisce un problema: non è infatti strettamente necessario che si trovi all’interno dell’area ospedaliera. «La centrale del 118 altro non è - aggiunge Cravedi - che un punto tecnico di raccolta delle chiamate da parte di operatori sanitari, infermieri e medici, che a loro volta smistano gli interventi attraverso delle linee di comunicazione. Purtroppo in passato la necessità di comunicare fra centrali diverse ha creato anche qualche problema (bimbo morto in Calvana?, ndr). Ciò che mi preme ribadire è che i punti soccorso territoriali, ovunque venga ubicato la centrale unica, resteranno così come sono».(g.c.)
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