Il dolore
«Centrale a Prato o il coordinatore si deve dimettere»
L’assessore alla Salute Mondanelli punta i piedi «Abbiamo le carte in regola per ospitare la sede»
PRATO. Riorganizzazione delle centrali del 118, tagli alla sanità, eliminazione degli sprechi. L’assessore alla Salute Mondanelli ne ha diversi di sassolini nelle scarpe da togliersi.
Centrale unica del 118. «Se questo è l’antipasto della città metropolitana stiamo freschi». Sbotta così l’assessore Mondanelli nel commentare l’ipotesi che la centrale operativa del 118 per l’Area vasta Centro sia individuata in una città diversa da Prato, Firenze quasi certamente. «La centrale del 118 non si deve muovere da Prato - prosegue Mondanelli - se così non sarà sono pronto a chiedere le dimissioni del coordinatore dell’Area Vasta Centro, Paolo Morello. Il direttore generale dell’Asl 4 Bruno Cravedi ha tutte le carte in regola per chiedere e ottenere che la sede sia localizzata a Prato. Siamo in posizione centrale, abbiamo le potenzialità, tecniche e professionali, per diventare il cervello territoriale delle emergenze. Si tratta di investire nell’ammodernamento di tecnologie. Non ci sono problemi di personale - continua Mondanelli - , si tratta semmai di formare operatori, infermieri e medici. Anche la sede non è un problema: basta uno spazio ridotto, 200 metri quadri. Anche una porzione dell’ospedale vecchio potrebbe fare al nostro caso». Mondanelli ne fa una questione di principio: «Non voglio essere ricordato come l’amministratore pubblico che ha consentito la diminuzione dei servizi sanitari. Non nel mio nome».Rispetto alla protesta di medici e operatori del 118 che si oppongono alla sede unica e al trasferimento a Firenze l’assessore Mondanelli si dice d’accordo in tutto con le loro argomentazioni tranne che su di un fatto: «Non condivido affatto le critiche mosse ad un professionista come il dottor Simone Magazzini che sta svolgendo molto bene il suo lavoro».
Tagli alla sanità. «Stiamo assistendo allo smantellamento del Servizio sanitario nazionale - afferma l’assessore Mondanelli - il governo Monti sta facendo più danni della grandine. Ciò che però non comprendo perché la Toscana, una delle regioni più virtuose, debba attenersi a dei tagli lineari che la penalizzano oltre misura. Non comprendo, ad esempio, perché se è prevista la percentuale di 3,7 posti letto per mille abitanti, Prato ne debba avere 2,3. Perché meno delle altre regioni? Stiamo pagando il buco di 500 milioni all’Asl di Massa? Si sono previsti ticket per i malati oncologici e si è anche ipotizzato lo stop alle convenzioni con la sanità privata, mettendo così a rischio anche dei posti di lavoro».
Sprechi. «Margini per risparmiare ce ne sono - osserva Mondanelli - trovo giusto chiudere i piccoli ospedali: meglio farsi curare in un ospedale più lontano ma efficiente piuttosto che quello sotto casa ma meno attrezzato. Lo stesso vale, per esempio, per i punti nascita: sotto i 500 parti sono un rischio. E anche normale eliminare esami diagnostici non necessari (Rx, Tac, mammografia)».
Sanità privata. «Lo è già - ricorda Mondanelli - basti pensare alle prestazioni dei medici intra moenia. Comunque ipotizzare di far pagare di più, impiegando l’Isee, chi ha di più, lo considero il criterio meno ingiusto».
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