Sicurezza
Ventiquattro aziende nate col microcredito
Il fondo Santo Stefano ha realizzato i progetti degli imprenditori under 40 Ha sostenuto investimenti per 400mila euro pagando il 50% dei costi d’avvio
PRATO. L’uno ex ragioniere, l’altro ex tessitore. Perdono il lavoro e rimangono a piedi. Cronache di ordinaria disoccupazione e precarietà. Fino a quando i due non si reinventano dopo un corso di formazione e aprono un laboratorio di tatuaggi in via Banchelli, “Dottor Ink”. Sogno d’impresa, quello di Andrea e Maurizio, coronato qualche mese fa grazie al microcredito: un prestito del fondo Santo Stefano ha fatto sì che per i due aspiranti imprenditori under 40, bisognosi di coprire le spese per il geometra e l’acquisto dell’apparecchiatura, si realizzasse un piccolo miracolo. Come Andrea e Maurizio in questi mesi hanno spiccato il volo altri neo capitani di piccole imprese, 24 in tutto quelle che hanno messo le gambe grazie al microcredito del fondo Santo Stefano, per un totale di 400mila euro e una media di 20mila euro a singola impresa attraverso i finanziamenti della Bcc Area Pratese. La voglia di rimettersi in gioco ha premiato anche i fratelli Ivano e Adriano Sticchi. E’ il 2009 quando il vortice della crisi li travolge. Tirano i remi in barca e chiudono l’azienda di impiantistica. Ci riprovano nel luglio di quest’anno, fondando la “Cityman” e allargandola a un terzo socio, con un occhio di riguardo per le energie rinnovabili. Queste e altre le storie di imprese sbocciate a Prato con il sostegno del fondo Santo Stefano e Officina dei talenti (l'incubatore legato all’associazione “Il Pentolone”), su cui si accenderanno i riflettori domenica 2 dicembre a Officina Giovani: a “Prato work in progress”, 13 delle 24 aziende cui il Fondo ha dato finora fiducia si presenteranno alla città. «Riceviamo dalle sei alle otto domande al mese – fa sapere Maurizio Catalano, coordinatore del Fondo -. Il nostro è un progetto che mira a creare reddito e ad accrescere il capitale sociale di Prato, attivando tutte le forze del territorio. Siamo pronti a ricevere altre domande». Nato sulla scia di un appello dell’allora vescovo Gastone Simoni, il Fondo promosso dalla Diocesi ha potuto contare sul sostegno della Fondazione Cassa di risparmio (500mila euro), Cciaa (30mila), Provincia (50mila), Ordine dei commercialisti e consulenti dei lavoro (che mettono a disposizione gratuitamente il loro tutoraggio) e Unione cristiana imprenditori dirigenti. L’aspirante imprenditore che bussa alla porta del credito potrà ricevere fino a un massimo di 25mila euro: l’accesso sarà garantito al 50% dal Fondo, la cui entità ammonta a 600mila euro con la previsione che lieviti a 1 milione e mezzo a gennaio 2013 per effetto del moltiplicatore che innesca un circolo di solidarietà (con la restituzione del prestito la garanzia torna di nuovo disponibile per un altro intervento). «Nel primo anno non abbiamo registrato insolvenze», sottolinea Catalano mentre il sindaco Roberto Cenni ha ricordato come «il microcredito non ha niente a che vedere con l’elargizione; si tratta di valutare e di premiare un’idea d’impresa». Il fiorire di giovani imprese è un segnale da incoraggiare secondo il presidente della Provincia Lamberto Gestri mentre dal canto suo la Fondazione, per bocca del suo rappresentante Augusto Ranfagni, si appella ai privati, imprenditori e non, per incrementare il fondo. «Il concetto è che investire qualunque somma, anche piccola, produca redditività. Presto avremo la possibilità di aumentare la disponibilità del Fondo fino a cinque milioni grazie a una missione di bond da parte della Bcc con un rendimento del 4% attraverso un fondo di garanzia europeo.
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