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Noi officina del futuro possibile
Il vescovo Agostinelli conquista il consiglio: «Collaborazione piena ma per il bene comune della città»
PRATO. Comunicativo, immediato, simpatico. Ovvio, autorevole. Il nuovo vescovo Franco Agostinelli in una manciata di minuti conquista il consiglio comunale della città. Non era scontato. Clergyman invece dell’abito talare, passo deciso, figura imponente, strappa il primo applauso a scena aperta quando ribadisce la sua disponibilità piena «a dialogare con chicchessia, perchè io faccio il vescovo - dice Agostinelli - e non mi importa nulla delle tessere di partito che le persone hanno in tasca». Purchè sia condiviso e chiaro l’obiettivo: «Il bene comune della gente e della città». Da quello Agostinelli non prescinde e lo afferma con decisione.
Puntualissimo, il neonominato vescovo è entrato in palazzo comunale verso le 15 per un colloquio privato con il sindaco Roberto Cenni. Che ha chiesto collaborazione stretta. «Non voglio dare credito in anticipo - ha puntualizzato Cenni- ma le dico che questa città sa amare». Poi in sala con i banchi più o meno al gran completo. Unico assente - ma si sapeva - il consigliere di Prato Libera e sicura, Giancarlo Auzzi, che per la questione Che Guevara - un video su Youtube nel quale Agostinelli indica come martire il guerrigliero argentino - ha disertato, provocando la presa di distanza della sua associazione. Siparietto del capogruppo della Lega Toscana Emilio Paradiso che in polemica con il collega inizia l’intervento proprio con una farse del “Che”- e l’intera aula ha trattenuto il fiato per alcuni secondi -: «Siate sempre capaci - declama - di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia contro chiunque. Io credo - ha proseguito il consigliere della Lega Toscana, alla fine apprezzato - che ogni persona che lotta per un ideale fino a sacrificare la propria vita, meriti rispetto».
E di rispetto, impegno, etica che parla Agostinelli che invita l’aula ma soprattutto la città a «riappassionarsi alla politica che è cosa seria - scandisce - e che come diceva Papa Paolo VI “è la forma moderna della carità». «Ma la politica - ha proseguito - non può prescindere dalla carica etica. Perchè è un servizio, è un servire l’Italia e non servirsi dell’Italia». Promette piena collaborazione con le istituzioni per affrontare i tanti, complessi problemi di Prato. «Ai quali però - ha detto Agostinelli - bisogna anche guardare con speranza. La nostra città - ha continuato - non si è mai fermata e ora può diventare laboratorio di un futuro possibile». Con l’aiuto della Chiesa, quella di Agostinelli che sceglie di uscire da templi e sagrestie e andare per le strade. «Ci sto male in chiesa - scherza il vescovo - e quando qualcuno mi dice “ma che bella cerimonia hai fatto”, allora sì che mi sento fregato». Applausi, di nuovo. Caustico l’intervento del capogruppo Pd Massimo Carlesi che ha sottolineato come la crisi economica della città si rispecchi «nella crisi di valori etici in politica e in economia. Città nella quale le posizioni di privilegio - ha detto - prevalgono sull’equità e la solidarietà E dove la classe dirigente - ha concluso - non ha saputo fino a oggi fare proposte per uscire da questa situazione». I gruppi consiliari hanno deciso di donare al sociale 9mila euro, la somma totale dei fondi a loro disposizione.
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