Il Tirreno

Prato

Al consiglio d’istituto dimissioni in massa

di Walter Fortini
Al consiglio d’istituto dimissioni in massa

Quattro genitori e un’insegnante lasciano e scrivono una lettera «Non veniamo né consultati né informati: il nostro compito è inesistente»

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CARMIGNANO. Delusi hanno deciso alla fine di venir via e ora spiegano il perché: con una lettera aperta ai genitori che li avevano eletti un anno fa. «Non abbiamo voce in capitolo» si lamentano. «Ma non è una resa» puntualizzano. Quattro genitori e un'insegnante si sono dimessi nei giorni scorsi dal consiglio di istituto, l'organo di partecipazione all'attività della scuola nato negli anni Settanta: in questo caso materne, elementari e media di tutto il comune. Un altro genitore era venuto via prima. E su un consiglio di diciannove persone – 8 insegnanti, 8 genitori, 2 rappresentanti del personale ausiliario e la preside – non sono pochi. Monica Picchi, Belinda Guazzini, Tamara Cecconi e Paola Vanna Vannucchini, assieme all'insegnante Alessandra Scarcelli, sono le dimissionarie e firmatarie della lettera. Qualcuna ha alle spalle quattro anni nel consiglio. Hanno pazientato. Ora con le dimissioni, spia chiaramente di un malessere che non si sa quanto diffuso, hanno provato con un'ultima spallata a smuovere le acque. Spiegano. «Siamo a fine novembre e solo lunedì c'è stata la prima riunione per il nuovo anno scolastico, quando sarebbe stato opportuno farla a settembre». «Se non vengono informati dagli insegnanti di quello che succede, i genitori non sanno niente – proseguono - Facciamo riunioni solo per espletare questioni burocratiche». «I genitori nel consiglio di circolo – dicono – dovrebbero essere l'occhio esterno della scuola, dovrebbero riportare la voce di tutti i genitori, dare consigli e suggerimenti, proporre e perché no, esprimere anche critiche, evidenziare problemi e dubbi». Reclamano insomma un ruolo attivo, ma così per loro non sarebbe. «Ci abbiamo provato – ribattono -, ci abbiamo creduto, ma non è servito a niente: solo a stare male e 'perdere' tempo». Puntano l'indice anche contro il presidente del consiglio d'istituto, un genitore. «La sua mancanza ha avuto il suo peso. Dalla fine della scuola non siamo più riusciti a contattarlo per parlare dei problemi segnalati dai genitori, né telefonicamente né con mail o sms. E non ha mai convocato il Consiglio». Per cosa? «Per i ripetuti furti all'interno di una scuola ad esempio, di cui il consiglio era all'oscuro – elencano - Per avere informazioni sull'organico all'inizio dell'anno scolastico. Perché un membro nel frattempo si era dimesso. Per la delibera sugli orari di segreteria o le manifestazioni all'interno dell'istituto. Per i progetti e le gite scolastiche a cui le classi hanno già deciso di partecipare». E invece niente: il vuoto. «Ci è stato detto di far perder tempo a tutti» e che è sempre stato così. «Ma c'è qualcosa che non va – concludono – il sistema è sbagliato. E allora abbiamo scelto di dimetterci per non esserne complici».

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