Il Tirreno

Prato

Il liutaio Paoletti lancia la carica: «Artigiani uniamoci»

di Alessandro Pattume

E convoca un’assemblea pubblica per protestare «contro chi ci dovrebbe tutelare e invece non lo fa»

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. Il liutaio Fabrizio Paoletti non è uno da rimanere con le mani in mano. E se qualche anno fa è riuscito a inventarsi una nuova professione, adesso prova a suonare la carica contro «chi ci deve tutelare e non ci tutela, chi ci chiede di fare sacrifici e poi non li fa». Il motivo è presto detto. «Perché ci stanno mettendo in ginocchio e ogni giorno è peggio. Non è giusto che vadano via da questo paese coloro che pensano ad arricchirsi sulla nostra pelle senza produrre niente. Se non ci muoviamo, qui chiudiamo tutti». Infuriato, ha pure aperto una pagina Facebook che si chiama “Andatevene voi”. Ha un unico obbiettivo: far capire ad artigiani e imprenditori che l'unico modo per uscire dalla crisi è fare da soli, tutti insieme. E' l'orgoglio e la rabbia dell'artigiano che non ci sta. E' anche il risultato dello sdegno che è andato sommandosi alla frustrazione e alla solitudine. «Ce l'hanno fatta anche stavolta – si legge sulla pagina di quello che punta a diventare qualcosa di simile ad un movimento - Mentre chiedono sacrifici agli italiani, gli onorevoli mantengono il loro stipendio intatto, e i costi della politica non cambiano». «E' una vergogna – integra lui a voce – L'unico modo per fare qualcosa è fare da soli, rimboccarci le maniche come siamo sempre stati abituati a fare e provare a toglierci le castagne dal fuoco senza l'aiuto di questi signori». Politici, associazioni di categoria, sindacati: nessuno escluso. Paoletti sta adesso cercando di riunire un po' di artigiani e imprenditori infuriati quanto lui. «Sto cercando un capannone a Prato dove fare un'assemblea – conferma – Un capannone dove fare un primo incontro con coloro che come me non ne possono più di non essere ascoltati, tutelati e considerati. Mi piacerebbe discutere i problemi con cui dobbiamo combattere tutti i giorni e magari trovare forme di protesta vere contro il trattamento che stiamo ricevendo in momento così delicato». Sembra quasi un manifesto politico, ma lui mette le mani avanti. «Io voto Grillo ma non c'entra niente, in tutto questo la politica non c'entra niente perché ormai credo si sia capito tutti che è inutile contare sulla politica – dice – Qui si tratta della sopravvivenza di centinaia di famiglie e di lavoratori. E' questo il punto e la cosa più importante: siamo circondati da persone che dovrebbero rappresentarci e invece parlano e basta. E mentre questi parlano, noi chiudiamo tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca