Ciclo di cacce al tesoro storiche per riscoprire la Valbisenzio
Un’idea del gruppo trekking del Malandrino. I partecipanti dovranno trovare monumenti sparsi nel territorio e fotografarli. Domenica scorsa a Migliana si è tenuto il primo esperimento
VALBISENZIO. I racconti del Bisenzio non è un libro, ma un grande progetto per scoprire la val di Bisenzio dal punto di vista naturalistico, ma anche storico. Il gruppo trekking “La banda del Malandrino” sta pensando di organizzare, durante la prossima primavera, una serie di cacce al tesoro storiche, dove i partecipanti dovranno trovare monumenti del passato sparsi nei tre Comuni della vallata. «L’edizione zero – spiega il vice presidente Alessio Parauda - l’abbiamo testata domenica scorsa a Migliana, il progetto funziona, anche se dovrà essere migliorato».
L’idea è semplice ma affascinante; ai partecipanti sarà consegnata una cartina del territorio, dove saranno indicati i luoghi storici da trovare in un tempo stabilito. «Ciascun partecipante – precisa Parauda - dovrà prima orientarsi, poi decidere quale tesoro trovare e infine , una volta raggiunto, fotografarlo. La nostra idea, oltre che di far conoscere il territorio, è anche di realizzare una serie di foto per documentare il patrimonio artistico e storico della vallata». I “Malandrini” pensano anche a un accordo con le pro loco e le amministrazioni per creare un progetto più ampio in grado di attirare tantissime persone in Val di Bisenzio. «Le potenzialità ci sono – spiega il vice presidente – e penso anche le persone interessate; a ogni nostra iniziativa abbiamo riscosso sempre il consenso di tante persone, mi piacerebbe che finalmente non si parli solo della Val di Bisenzio per i problemi legati alla strada provinciale, ma anche di un territorio dove ci sono passeggiate stupende».
La caccia al tesoro di Migliana prevedeva il ritrovamento in tre ore di tempo, di diciotto luoghi storici, alcuni più conosciuti e visibili come la strada dei tabernacoli, altri meno noti come il ponte di Taglianico che ha origini romane.
«La collaborazione con le pro loco – continua Parauda - diventa fondamentale per riuscire a identificare i luoghi da trovare, solo chi conosce il territorio a fondo può indicarceli».
Il “Malandreening” (camminate con orienteering e lettura della cartina.) di domenica, così chiamato in onore a precedenti esperienze fatte dal gruppo, non si esaurisce nella giornata.
«Il nostro intento – racconta il vice presidente - è di stimolare la curiosità delle persone, ciascun camminatore potrà conservare la cartina e magari, la settimana successiva completare il percorso».
Tra le tante idee del Malandrino, oltre a una gara di 84 chilometri con partenza e arrivo a Galceti passando da Montepiano, anche la creazione di percorsi stabili in Val di Bisenzio sulla falsa riga di quelli organizzati per le caccie al tesoro.
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