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Un esercito di operai al nero La Finanza ne trova 68 nelle confezioni. Sequestrati 12 immobili, denunciati anche gli italiani
Diminuiscono rispetto al passato i clandestini trovati nelle confezioni e nei pronto moda cinesi, ma resta sempre molto alto il numero dei lavoratori impiegati al nero
PRATO. Diminuiscono rispetto al passato i clandestini trovati nelle confezioni e nei pronto moda cinesi, ma resta sempre molto alto il numero dei lavoratori impiegati al nero, e per i quali dunque il datore di lavoro realizza un’evasione contributiva e previdenziale. E se fino a qualche anno fa il confezionista poteva avere l’alibi della clandestinità (è impossibile pagare i contributi per un clandestino), ora quell’alibi non c’è quasi più.
Anche per questo sono significativi i risultati di un’operazione che la guardia di finanza (insieme alle polizia municipali di Prato e Montemurlo) ha chiamato “Rispetto delle regole” e che si è conclusa col sequestro di 12 immobili, 37 persone denunciate (in gran parte cinesi, salvo cinque italiani), la rimozione di 107 bombole di Gpl, il sequestro di 100.000 tra capi d’abbigliamento, cosmetici, bigiotteria e prodotti elettrici privi di etichetta, oltre a 1.400 tra indumenti e accessori col marchio contraffatto, e infine 40.000 farmaci da banco venduti da farmacisti improvvisati e ritenuti potenzialmente pericolosi dai finanzieri.
Ma come detto la parte più interessante dell’operazione riguarda i lavoratori impiegati senza contratto. Complessivamente, nelle 12 confezioni controllate, le Fiamme gialle hanno identificato 98 operai: ben 68 erano al nero (tra cui 11 clandestini) e i loro datori di lavoro ora rischiano di dover pagare una multa da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 12.000. Le posizioni di 39 soggetti sono state già definite e complessivamente la Finanza ha fatto scattare sanzioni per circa 100.000 euro. Il totale dunque, sulla carta, sarà ancora più alto, ma quello di cui si devono davvero preoccupare i confezionisti, adesso, sono gli accertamenti fiscali iniziati sulle loro attività. Che sono lenti, ma di solito rovinosi per chi non paga le tasse.
Alcuni dei 12 stanzoni sequestrati sono di proprietà di cinque italiani, che dovranno rispondere per gli abusi edilizi accertati all’interno (i soliti dormitori abusivi, ne hanno trovati 107). Sono 107 anche le bombole di Gpl rimosse, che in base a una convenzione col Comune vengono affidate a una ditta che poi le rimette in commercio. Negli stanzoni sono stati sequestrati complessivamente 368 macchinari ed è iniziato l’iter per la dichiarazione di inagibilità dei locali, che costringerà i proprietari italiani a fare di nuovo tutte le pratiche negli uffici comunali. Per qualche mese non riscuoteranno l’affitto dai confezionisti cinesi.
I controlli hanno interessato anche un paio di erboristerie di via Pistoiese, dove sono stati sequestrati i 40.000 farmaci da banco senza indicazioni in italiano e denunciati tre cinesi che non avevano l’abilitazione a mettere in commercio prodotti farmaceutici.
Più “classica” la contestazione mossa a sei aziende cinesi del Macrolotto, nelle quali sono stati sequestrati 1.400 indumenti e accessori col marchio contraffatto. Le griffe copiate sono, tra le altre, Louis Vuitton, Hermes e Chanel.
Paolo Nencioni
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DELL’OPERAZIONE
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