Il dolore
Omicidio di Pratilia, 10 anni ai killer
Ammazzarono di botte un marocchino: per il giudice è un fatto preterintenzionale. I due romeni: «Fu legittima difesa»
PRATO. Dieci anni a testa per un brutale omicidio, anche se preterintenzionale. E’ la pena comminata ieri ai due romeni accusati di aver ucciso a calci e pugni il marocchino Abdelkebir Tayaa, 45 anni, la notte del 3 giugno 2011 nel parcheggio accanto all’ex centro commerciale di Pratilia.
Adrian Neculaes e Iulian Martinas, difesi da Tommaso Magni e Sabrina Serroni, sono comparsi ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare e sono stati giudicati col rito abbreviato.
A voler vedere il bicchiere mezzo vuoto, dal loro punto di vista, si può dire che hanno preso il massimo della pena, come chiedeva il pubblico ministero Roberta Pieri, visto che il massimo per l’omicidio preterintenzionale è 15 anni, ridotti a 10 per il rito. A volerlo vedere mezzo pieno, si potrebbe anche dire che hanno contenuto il danno, visto che l’omicidio di Abdelkebir era stato presentato come una feroce aggressione per futilissimi motivi, cosa che nella sostanza è stata.
L’istruttoria ha però fatto emergere che i due giovani romeni non avevano intenzione di uccidere il marocchino, un compagno occasionale di eccessi notturni. La morte sarebbe stata provocata da un trauma cranico conseguente alla caduta sul marciapiede, dopo uno dei tanti pugni presi dal nordafricano.
La lite tra i due romeni e il marocchino era iniziata per una parola di troppo davanti al chiosco dei panini nei pressi della rotonda di Pratilia. Abdelkebir fu inseguito fino al parcheggio che dà su via 25 Aprile. Qui fu raggiunto e picchiato con molta violenza. Lo trovarono ormai cadavere il mattino successivo. Neculaes e Martinas, intanto, si erano fatti venire a prendere da un connazionale, che ora dovrà rispondere di favoreggiamento in un altro processo.
A dare una svolta alle indagini fu proprio il gestore del chiosco dei panini, che mise i carabinieri sulla buona strada raccontando di quella lite di cui lui non aveva visto la fine ma che sembrava una cosa seria.
Le telecamere delle strade vicino alla rotonda fecero il resto, immortalando l’auto sulla quale i tre romeni si erano allontanati dal luogo dell’omicidio. A quel punto è stato relativamente semplice per i carabinieri risalire al proprietario, mettere il suo telefono sotto controllo e arrivare anche ai due esecutori materiali dell’omicidio.
Neculaes e Martinas, però, hanno giocato anche la carta della legittima difesa. Non potendo essere smentiti da un morto, hanno detto che era stato il marocchino ad aggredirli e che loro si erano semplicemente difesi. Il giudice non li ha creduti.
Paolo Nencioni
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